giovedì 29 aprile 2010

REPICE A MADRID, REPICE A MADRID! GLI SPETTA DI DIRITTO

Dopo il freddo di Kiev, dopo Londra, dopo Mosca, dopo Barcellona, spetta a lui (in coppia con Delfino) completare l'opera. Non ce ne vogliano gli altri. Un grande omaggio alla radiocronca di Barca-Inter e un appello per mandarlo a raccontare la finale. Se lo merita per davvero. E' entrato nel cuore di migliaia e migliaia di tifosi.



Un vero fuoco di passione, una vera sofferenza fino all'ultimo, un vero capolavoro. Il sogno dell'Inter è realtà: sarà finale al Bernabeu di Madrid il 22 maggio 2010. Una cavalcata di emozioni indicibili ancora una volta, accompagnata e cantata, dalla voce di Francesco Repice. E perchè aldilà dell'impresa e della cronaca del Camp Nou, adesso comincia ad essere un sentimento quasi popolare. Un dovere, una cosa giusta. Francesco Repice dev'essere la prima voce al Santiago Bernabeu, anche se in teoria, la scala dei radiocronisti vedrebbe in pole, Riccardo Cucchi. Nulla contro il numero uno della squadra. Però, la mia personale presa di posizione (e non solo mia) in favore di Francesco Repice a Madrid, ha buone motivazioni. E' stato lui e rimarrà lui in qualunque caso, la grande voce che ha accompagnato questa avventura così emozionante, così palpitante, nelle sue fasi storiche. Abbiamo sofferto con lui e per lui ieri sera, fino all'ultimo, con il gol annullato dell'Incubo, fino all'urlo liberatorio, fino all'appuntamento al gentile ascoltatore, per Madrid, per il 22 maggio. Era lui la voce che nel freddo gelido di Kiev ha seguito con quel racconto mitologico il passaggio dall'inferno al paradiso. Era lui la voce di Londra, nella partita che ha fatto vedere all'Europa ed al Mondo che cosa poteva fare quest'Inter in Europa. E' stato lui ad andare fino a Mosca per il sigillo al passaggio alla semifinale. E' stato lui ad essere la voce del debordante successo a Milano sul Barca. Per poi arrivare a questo ritorno: coinvolto e coinvolgente senza sembrare ultras; esaltato ed esaltante senza straparlare. L'Inter è in finale di Coppa dei Campioni. L'annuncio più semplice da scrivere, senza inventarsi frase da suoneria di cellulare e da ripetersi allo specchio. Eppure, i brividi sono sempre i maggiori. Finale di Coppa dei Campioni. Emozione, descrizione, poesia, catarsi. In lui c'è veramente tutto. Anche la capacità di far accapponare la pelle a chi non tifa la squadra coinvolta, come da testimonianze da noi raccolte in giro nel web. Così come i suoi racconti stiano sempre più inducendo la voglia di spegnere l'audio tv e accendere la radio. Un rinnovato entusiasmo per le radiocronache, una febbre d'attesa per ogni partita da lui commentata. Sempre con la capacità di non essere scontato, di stupire e di non stancare mai.
Si merita la notte delle Grandi Orecchie con l'Inter. C'è il suo marchio su questo cammino. Mancherebbe qualcosa di troppo senza la sua voce nella Notte delle Notti. Lo chiede il sottoscritto, lo chiede gran parte del popolo della radio e del popolo nerazzurro. Togliergli il microfono del Bernabeu, in quel sabato sera, sarebbe un delitto per quel che ci ha regalato. Sarebbe come tenere un racconto in sospeso sul più bello. Tutti già lo stiamo attendendo, assieme ai nerazzurri. Assieme alla seconda voce meravigliosa di Giulio Delfino: come abbiamo detto anche per l'andata, la coppia è ideale. Come Cucchi-Gentili. Bravi, bravi davvero e grazie di esserci. Senza il loro racconto non sarebbero la stessa cosa, queste notti tinte di nerazzurro.

Riascoltiamoci tutti i minuti finali.



E in chiusura, una grande clip audio che abbiamo preparato per ri-romanzare questa epica notte del Camp Nou. Da ascoltare: tutte le perle di Repice e Delfino, sono comprese.

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