martedì 31 maggio 2011

Il punto sulla Lega Pro 70

di Daniele Mosconi

Prima divisione
Gli spareggi sono partiti, le emozioni non sono mancate. Gol pochi, mac'era da combattere con temperature quasi africane. In attesa di sapere se ce la faremo a giocare le finali alle 18, godiamoci lo spettacolo di tribune gremite come neanche in B.

Prima divisione Girone A
La Salernitana e il Verona dovevano vincere per mettere pressione agli avversari in vista del ritorno. Semifinale dell"Arechi" dove i granata sentono molto, anche troppo, la partita e ciccano l'occasione propizia per mettere un tassello verso la finale. 1-1 che avvantaggia non poco l'Alessandria. Ospiti che hanno giocato in maniera perfetta, anche quando sono rimasti prima in 10 e poi in 9 (espulsi Pucino e Barbagli), interpretando la partita in modo tale da imbrigliare una Salernitana che ci è apparsa molto contratta, che ha sentito il peso della responsabilità. Al "Moccagatta" ci vorrà una prova diversa da parte dei ragazzi di Breda se vogliono ancora arrivare in finale.
Al "Bentegodi" dinanzi ad un pubblico commovente, il Verona vince 2-0
contro un Sorrento opaco come poche volte in questa stagione. La
doppietta di Ferrari fa gongolare tutto l'ambiente gialloblù che sente
la finale ad un passo. Verona bello e sprecone, ma ha avuto il merito
di sfruttare le occasioni che gli sono capitate.
Al ritorno, Salernitana e Sorrento dovranno giocare in maniera
completamente diversa se vorranno dare un senso a questa loro
partecipazione agli spareggi che portano in B.

Il Monza e il SudTirol vincono il primo round dei play out. I
brianzoli hanno la meglio di un Pergocrema che ha subito in lungo e in
largo la pressione dei ragazzi di Motta. Un Monza che ha saputo
imporre il suo ritmo alla partita e con Alberti dal dischetto vince la
partita.
I biancorossi altoatesini vincono con un gol di Fischnaller e
ringraziano Rosso che sbaglia il rigore del possibile 1-1. Grinta e
tenacia sono le armi di un SudTirol che fa sua una vittoria, che
moralmente aiuta molto a preparare la partita in Romagna. Il Ravenna
sembra prigioniero di una situazione inedita, ma al "Benelli" ci sono
i presupposti per conquistarsi la salvezza sul campo.

Prima divisione Girone B
Il Benevento, arrivato secondo in regular season, andava a
Castellammare, in un derby che nasconde sempre le sue insidie. Juve
Stabia pimpante e convinta, mentre il Benevento ci è sembrato una
squadra che ha atteso troppo gli errori degli avversari. Non è così
che si può ambire alla B. Galderisi ne è conscio e sa dove lavorare
sulla sua squadra. Molinari regala una enorme gioia a tutta una città
che domenica si riverserà in massa in quel del "Vigorito" per toccare
con mano la finale. L'errore di Corona dal dischetto è molto pesante
nell'ottica dei 180 minuti. Mancheranno gli allenatori, entrambi sono
stati espulsi. Anche questa chiave potrà essere decisiva per capire
chi andrà in finale.
Il Taranto continua la sua serie nera contro l'Atletico Roma. Come in
campionato, anche nella semifinale di andata, i romani vincono con il
minimo scarto grazie ad un gol di Babù. Taranto impacciato e mai
seriamente pericoloso, quasi sentisse come un peso la partita contro i
romani. Al "Flaminio" i rossoblù devono fare molto di più. Alla
vigilia Dionigi aveva capito le difficoltà di questa partita ma a
nulla è valso. Atletico Roma che segnato subito il gol ha poi imposto
il suo ritmo alla partita portando a casa l'unica vittoria esterna di
questi play off in prima divisione e la finale ora è a un passo.

Andando a guardare le partite di play out, la Ternana perde a Foligno
con il minimo scarto, dimostrando ancora una volta che il problema del
gol era ed è il vero tallone d'achille delle fere. Il Foligno vince
grazie alla propria abnegazione e alla voglia di restare in questa
categoria. La stessa voglia che ha permesso a Riccardo Bocalon, di
segnare una tripletta al Cosenza. Un 3-1 quello del Viareggio ai
silani che lascia adesso poche speranze alla squadra di De Rosa, a
meno di una reazione d'orgoglio da parte della squadra. Giocare nelle
condizioni del Cosenza non è per niente semplice, con la società che
non esiste e dirigenze che vanno e vengono neanche fosse un grand
hotel. Il Viareggio gioca la partita che doveva giocare e passa
all'incasso. La salvezza è ad un passo.

Seconda divisione 
Pro Patria-Feralpi Salò. Questa la finale play off del girone A.
I tigrotti andavano al "Piola" forti del 5-2 dell'andata. La Pro
Vercelli doveva vincere con 3 gol di scarto. Il pubblico credeva
all'impresa e gremiva in maniera massiccia gli spalti. La partita si
metteva anche bene per i piemontesi quando veniva espulso Pacilli.
Marconi dava il là alle segnature. Sembrava che tutto potesse accadere
quando Santoni segnava la rete del 2-0. In tribuna i tifosi ci
credevano. La Pro Patria viveva gli ultimi minuti in trincea e alla
fine esultava con Novelli dinanzi al centinaio di tifosi giunto fino
in Piemonte.
Questa Pro Patria si può dire che è un morto che cammina, ma ha una
dignità che va applaudita. Braghin, tecnico della Pro Vercelli ammette
negli spogliatoi che la semifinale è stata persa nella partita di
andata. La società sul proprio sito ufficiale chiede scusa a tutti.
L'amarezza di una nuova stagione in seconda divisione non ha prezzo e
ci rendiamo conto che ora è il momento delle recriminazioni, giuste,
ma guai a fermarsi a piangere sul latte versato. Da questa sconfitta
deve ripartire di slancio un nuovo progetto per ridare luce ad una
società come la Pro Vercelli.
La Feralpi Salò grazie al suo capitano Quarenghi, vince contro il
Renate e vola in finale. Una stagione fantastica quella dei bresciani
coronata da una finale che comunque vada sarà ricordata come la
finale. Il Renate ce l'ha messa tutta, ma non è bastato. Rimane la
stagione positiva per le pantere.
L'unica partita dei play out si giocava a Sacile, con un Sacilese che
aveva estremo bisogno di vincere per restare tra i professionisti. La
posta in palio era altissima e quando Miale segnava il gol del
vantaggio ospite tutto sembrava concluso. Araboni per i friulani
riaccendeva la fiammella della speranza. Nella ripresa gli attacchi
della Sacilese non portano a nulla e la Sanremese in mezzo al campo
può festeggiare una salvezza che ha del clamoroso. Fino a un paio di
mesi fa la Sanremese era data per morta. Ha saputo schivare gli
schizzi che gli sono arrivati per via della vicenda del suo presidente
e ora guarda al futuro con maggiore ottimismo. Salutiamo con simpatia
la Sacilese e le auguriamo un pronto ritorno nel calcio
professionistico. E' mancata quella rete che avrebbe potuto cambiare
la storia di questo campionato.

La Carrarese stava per fare harakiri dinanzi al suo pubblico. Solo un
gol di Merini permette agli apuani di evitare che in finale passi il
San Marino.
Del Sole e Gasparello avevano illuso Petrone, che ormai sentiva in
tasca l'impresa. Non è bastato, ma questo deve fare aprire gli occhi
ad una squadra, la Carrarese, che si deve conquistare la promozione
sul campo e non perchè è la più bella e la più forte. Chissà che
questa sconfitta (la prima interna stagionale) non sia un bagno di
umiltà per loro.
A Prato si è scritta la storia del calcio a questi livelli. Chi era
sugli spalti ha potuto godere di uno spettacolo indescrivibile.
Partiamo dal fondo non per un nostro capriccio, ma perchè tutte le
emozioni si condensano in 7 minuti. Il Prato al 92° era in 9 contro
11. L'Aquila si difendeva strenuamente, pensando che ormai il più era
fatto. Da un azione confusa in area l'arbitro fischia il calcio di
rigore. Dal dischetto Schenetti faceva secco Testa. L'ambiente
rossoblù vedeva svanire la finale nel recupero. La partita proseguiva.
95° minuto. Stamilla a porta vuota pareggiava per gli abruzzesi e
ricacciava all'inferno il Prato. Ormai tutto sembrava finito. Ma il
calcio è bello anche perchè non è mai finita quando sembra finita.
Minuto 97° Vieri sulla sinistra, palla che dopo un colpo di testa di
un giocatore aquilano arriva a Varutti. Questi prima di calciare deve
anche dribblare l'arbitro. Impatta sul pallone in maniera sporca, ma
quel tanto che basta per far esplodere lo stadio in un urlo di gioia
liberatorio.
I 7 minuti migliori per chi ama il calcio. 7 minuti vietati a chi ha
problemi di coronarie. Prato e L'Aquila, da parte nostra un grazie di
cuore per quello che ci avete regalato.

In questo ultimo girone, l'Avellino e il Trapani confermano le
aspettative e vanno in finale. Quella più logica e più interessante.
Non ce ne vogliano i tifosi di Neapolis e Milazzo. Le due società
hanno fatto un campionato da applausi. I partenopei hanno giocato un
campionato intero a porte chiuse per via dell'inagibilità del proprio
stadio. Hanno costruito un progetto che se non si perde dietro alle
polemiche di questi giorni potrà trovare nuova linfa nella prossima
stagione.
Il Trapani vince con Madonia e Perrone vola e aspetta l'Avellino.
Partita dominata dalla squadra di Boscaglia. Il difficile viene
adesso. Subito azzerare la mente e pensare alla finale.
L'Avellino, che in campionato a Milazzo ci aveva perso, ha vinto con
pieno merito facendo sfuriare i mamertini e colpendo a meno di un
quarto d'ora dalla fine con De Angelis.
Avellino-Trapani una finale attesissima che richiamerà un pubblico caldissimo.
Su questo speriamo che la Lega Pro voglia fare qualcosa. Perchè non
giocare tutte le partite alle 18 così da favorire lo spettacolo e
l'affluenza di pubblico. Noi gettiamo questo sassolino sperando che
qualcuno lassù possa prendere atto di questa richiesta e dare un
segnale di sensibilità verso tutto il sistema.

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