martedì 29 novembre 2011

"Che rimane degli amori di quei giorni.."

di Marco D'Alessandro - Una grande lezione di vitalità e di continuo rinnovamento, in barba ad un calcio sempre più disintegrato e polverizzato nella sua essenza e nelle sue tradizioni. La carta della Lega Pro è stata senza ombra di dubbio vincente. Due campi a integrare la scaletta della domenica pomeriggio composta da sole 4 partite della Serie A, evidentemente indegne della grandeur di esistere col buio della sera.
Vincente non solo la scelta in se, ma anche il modo in cui è stata giocata e raccontata.
A partire da come è stata aperta la trasmissione da quell'inimitabile highlander che corrisponde al nome e cognome di Alfredo Provenzali. Un'introduzione da vera e propria pelle d'oca e senza forse, tra le più memorabili e indimenticabili non solo della conduzione-Provenzali, ma forse anche di tutti i 52 anni di trasmissione. Non crediamo affatto di esagerare.
La verità, nient'altro che la verità che tutti pensiamo e vorremmo gridare contro questo calcio moderno e risvegliare l'orgoglio e l'anima di quello autentico. Ma Provenzali sa esternare quei pensieri di noi che amiamo il vero calcio, con lo stile, il garbo, la saggezza, la cultura e quella graffiante e sottile ironia.
Cosa resta dei nostri amori, appunto.. per noi che il pallone è, o ci pare che lo sia, un amore senza prezzo.
Lo è "Tutto il calcio", ancora di più, con questo forte messaggio di vitalità, con la forza irriducibile delle sue radici. Proprio in questi giorni in cui si discute dei prossimi diritti radiotelevisivi e in cui il caro e ormai derelitto "90° minuto", potrebbe essere davvero arrivato al definitivo capolinea. La radio c'è e vuole continuare ad esserci, in ogni modo.
Non ci danno manco mezza Serie A al pomeriggio? Bene, loro non vogliono negarci la loro professionalità, la loro trasmissione e la loro inseparabile compagnia della domenica pomeriggio.
Si va a seguire la Lega Pro: laddove non c'è da pagare profumatamente un contratto per essere testimoni di una partita in cui le numerazioni delle maglie vanno dall'1 all'11, come il Dio del Calcio comandava un tempo e non il marchio, lo sponsor, il portafortuna o qualunque cianfrusaglia mangiasoldi.
Si va a riscoprire le origini, umili e semplici.
Così come è stato per il decano dei radiocronisti in attività: il grande Livio Forma è tornato nella sua prima storica postazione dal quale esordì nel 1982, allo "Zini" di Cremona, per Cremonese-Pergocrema 1-1.
Così come Antonio Monaco dal Giglio di Reggio Emilia per Reggiana-Ternana 0-2, ha vagamente ricordato Ezio Luzzi, quando ha interrotto il campo principale di Riccardo Cucchi e dei minuti finali di Siena-Inter 0-1 con un: "Attenzione Cucchi, è terminata la 14° partita della Lega Pro Girone A!". Gli antichi tempi in cui anche i migliori campi delle serie minori entravano in scaletta assieme ad Ameri e Ciotti.
Per questo numero della rubrica "Minutoxminuto", riproponiamo proprio le migliori emozioni trasmesse dai due campi di Lega Pro, con due ottimi cronisti in grado di raccontare e bene le due partite, dando interesse e sapore a quel che stavano seguendo.
Lo facciamo però con un video unico, con l'idea di riassaporare la contemporaneità di due campi. Lanciati, ovviamente, da Alfredo Provenzali.


Rinnoviamo ancora i nostri complimenti a Riccardo Cucchi e alla sua squadra per la buona riuscita di questo esperimento e per le prossime sorprese che coinvolgeranno il futuro prossimo di "Tutto il calcio".

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