mercoledì 23 gennaio 2013

Un passo nella storia - Episodio 84

di Roberto Pelucchi

Il 1982 è l'anno del Mondiale di Spagna vinto dall'Italia. La radio segue in diretta 23 delle 35 partite della prima fase e poi tutte quelle che portano alla finale tra gli azzurri e la Germania Ovest. Il capo spedizione è, anche in questa occasione, Guglielmo Moretti. Non si limita a coordinare il lavoro dei radiocronista, ma ogni giorno alle 11.30 sulla terza rete spagnola trasmette un notiziario in lingua italiana sul Mondiale. A raccontare le partite ci sono Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti, Enzo Foglianese, Emanuele Giacoia, Everardo Dalla Noce ed Ezio Luzzi. Il commento tecnico è di Gigi Riva. Moretti aveva già deciso molti mesi prima che uno dei radiocronisti sarebbe stato Piero Pasini, che però morì il 13 dicembre 1981 mentre stava raccontando Bologna-Fiorentina. Le redazioni dei tre Gr mandano in Spagna altri giornalisti per servizi e interviste. Per il Gr1 ci sono il capo Massimo De Luca e Massimo Carboni, per il Gr2 Alberto Bicchielli, Rino Icardi e Paolo Carbone, per il Gr3 Furio Focolari. La spedizione è composta da 36 persone tra cronisti, tecnici e organizzatori, con informazione garantita dalle 6.30 del mattino a mezzanotte. Il Gr1, tutti i giorni dalle 7.40 alle 7.52 realizza Mundial '82, un servizio speciale di cinque minuti è inserito nel giornale radio delle 23 e ogni sabato viene realizzato un collegamento nella trasmissione Start. Il Gr2 realizza uno speciale di dieci minuti al termine del giornale radio delle 7.30 e una trasmissione di cinque minuti alle 17.24.

Su internet, di recente, Massimo Carboni ha raccontato un interessante aneddoto su quei giorni: "Eravamo vicini al terzo titolo mondiale, potevamo raggiungere il Brasile, con il quale ci eravamo giocata la Rimet nel ’70 all’Azteca. La sera precedente nel fetido hotel di Madrid, reperito a malapena perché la pur ottima organizzazione Rai non aveva ipotizzato che saremmo arrivati in finale, avevo preparato la valigia fino a tarda notte convinto di dormire tutta la mattinata dove non erano previsti impegni. Come non detto: telefonata alle 7 per andare in uno sconosciuto aeroporto madrileno dove sarebbe arrivato il presidente Sandro Pertini. Solo 4 giornalisti accreditati, Giampiero Galeazzi per la tv, Furio Focolari per il GR3, Ezio Luzzi, oltre me. L’incontro tra il Presidente della Repubblica Italiana e il Re Juan Carlos fu quello tra un padre e il proprio figlio. Prima l’abbraccio poi una carezza tanto che il re diventò rosso in viso. Pertini si concesse ai microfoni dicendo a Galeazzi, che gli porgeva il microfono “cos’è questo aspersorio”. Poi sul finire delle domande quella che fece inalberare Pertini (uso inalberare perché non so se qui si può usare incazzare). “Presidente – chiese Focolari – questa sera gli spagnoli tiferanno Italia perché lei, l’altro giorno a Parigi, ha sostenuto l’ingresso della Spagna nell’Unione Europea”. La risposta fu prima un urlo poi la sottolineatura del diritto spagnolo ad entrare tra gli allora sette paesi europei. In serata gli spagnoli, allo stadio, per strada, nei bar tiferanno Italia. L’ingresso al Bernabeu, quella volta, fu più emozionante. Finalmente riuscii a vedere, gustare lo stadio. Nel ’67 avevo paura di una eliminazione, di una figuraccia. L’anno prima era stato proprio il Real a farci fuori vincendo per 1 a 0 con un gol segnato da un mediano il cui nome suggerì questo titolo: una vittoria di Pirri, a sottolineare un successo inutile visto che nel ritorno a San Siro l’Inter avrebbe maremaldeggiato. Pareggiammo e andammo fuori. Da una vittoria di Pirri a una pirlata. Per cui, allora, non mi accorsi di essere allo stadio. Quell’11 luglio invece sì: rividi l’Inter, le azioni più importanti, la “muleta”, il trionfo in uno dei quattro stadi dove in pochi avevano vinto, la possibilità di vincere la terza coppa (non sapevo ancora di quel maledetto Celtic). Poi al fischio d’inizio del brasiliano Coelho mi accorsi che giocava l’Italia, per la finale del mondiale.

In settembre ad Atene si disputano i campionati europei di atletica, raccontata dagli inviati Claudio Ferretti e Giacomo Crosa. Il 29 settembre puntata speciale di Tutte le coppe minuto per minuto, con quattro partite in contemporanea: Juventus-Hvidrove con Alfredo Provenzali, Bratislava-Inter con Sandro Ciotti, Fiorentina-Craiova con Ezio Luzzi e Napoli-Dinamo Tblisi con Claudio Ferretti. Provenzali compare anche in tv il 16 ottobre, in occasione dell'inaugurazione del Salone nautico di Genova, in diretta su Rai 1. La telecronaca è in coppia con Paolo Valenti. Il 10 novembre, su Stereodue, parte una nuova trasmissione a cura del Gr2. Va in onda durante la settimana, dalle 19.50 - dopo la messa in onda di Radiosera - fino alle 23.58. Si chiama Stereosport ed è condotta da Mario Giobbe, con la collaborazione di Clelia Bendandi per la parte musicale. Nella prima trasmissione spazio alle coppe europee di pallacanestro: Banco Roma-Aris con Giacomo Crosa, Ford-Friburgo con Everardo Dalla Noce e Scavolini-Lugano con Alberto Pancrazi. Ezio Luzzi da Sassari racconta l'incontro di pugilato tra Gibilisco e Garcia Sanchez per l'Europeo dei pesi leggeri.

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