martedì 16 gennaio 2018

Navigando Navigando 72: Bruno Gentili: "Ho sbagliato a lasciare la Radio. Ritornerei.."

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di Marco D'Alessandro - Nella settimana di celebrazioni del compleanno numero 58, è stato il primo degli ospiti di "Zona Cesarini", tra le vecchie e contemporanee glorie di Minuto per minuto. Se oggi fosse ancora radiofonicamente contemporanea, la sua voce sarebbe probabilmente la prima della squadra. Bruno Gentili, negli ultimi anni di carriera, forse avrebbe ereditato il primo microfono da Riccardo Cucchi, così come il suo maestro Sandro Ciotti succedette ad Enrico Ameri. Il compleanno invece è stata un'occasione per risentirne la sua voce dai diffusori ad ormai 11 anni dall'ultima radiocronaca, Torino-Inter 1-3 del 13 Gennaio 2007.
Il richiamo di Massimo De Luca alla televisione e alla vice-direzione di Rai Sport. Le sue apparizioni da opinionista, i servizi. Soprattutto, l'approdo alla telecronaca delle partite della Nazionale italiana dopo Marco Civoli, nel Settembre 2010. Dalla radiocronaca alla telecronaca, come Nicolò Carosio e Nando Martellini. Un debutto col brivido, in Estonia: il primo gol da telecronista azzurro non riuscirà a commentarlo in diretta, perché un minispot più che mai intempestivo si accavallò ad un colpo di testa di Antonio Cassano su un calcio d'angolo.
Sarà la voce che accompagnerà la squadra di Cesare Prandelli addirittura fino ad un'inaspettata finale europea dopo aver aggiunto un nuovo luccicante Italia-Germania nella galleria dei nostri ricordi memorabili. Eppure, eppure. Eppure in tutto quel suo periodo di telecronache di una Nazionale che ci esaltò, la critica ribolliva, perché nel 2012 il mondo delle telecronache è diventato perfettino, teatrale e algoritmico, non sono più ammessi svarioni nelle pronunce straniere e nemmeno più le pause di qualche secondo tra un giocatore e l'altro. Quelle di Bruno Gentili sono state telecronache come se ne ascoltavano due-tre decenni prima, con il monopolio Rai e tutte le sue lacune delle quali, magari, ci si accorgeva meno.  Gentili commentava solo la Nazionale (mai i club) e veniva coadiuvato da Beppe Dossena, non la più efficace delle spalle tecniche. Lo ha fatto fino al 14 Novembre 2012, amichevole Italia-Francia 1-2.
Ma, al di là dei dettagli, tra una bordata e l'altra che spiovevano da giornali e social, su una cosa era difficile dissentire: si notava nettamente che l'abito televisivo stava troppo stretto a Bruno Gentili. Gli internettiani che gli ridono dietro anche oggi, ogni volta che lo vedono opinionista in un salotto di Rai Sport, forse non sanno che sulle onde della Radio è stato il grande predecessore di Francesco Repice, ora mitizzato in svariati angoli del web.
A noi che lo ascoltammo affiancare Riccardo Cucchi a Berlino e raccontare Inter-Juventus come un fiume in piena, il solo risentirne la sua voce da speaker nella settimana dei 58, è stato un piccolo tuffo al cuore. Ah, caro Bruno, ma chi te lo fece fare. Quante volte ci siamo chiesti come avresti raccontato la "tua" Inter (fede calcistica mai nascosta) che vince Scudetto, Coppa Italia e Coppa dei Campioni in dieci giorni, mentre invece ti toccarono Inter-Milan 0-6 e simili...
Navigando navigando, ci è salita la malinconia scovando un'intervista, di quasi un anno fa, in cui Gentili fa una confessione, ormai all'imbrunire della carriera. L'occasione è una puntata di TMW Radio (Tuttomercatoweb) dell'1 Febbraio 2017 in cui i conduttori Marco Piccari e Vincenzo Marangio dedicano una puntata alla storia di "Tutto il calcio minuto per minuto". E Bruno Gentili non esita ad insaccare a porta vuota: "Forse ho sbagliato a lasciare la Radio..". Ci torneresti? Ascoltate un po'..
Vi proponiamo il brano saliente dell'intervista. Per i più affamati che volessero ascoltare tutta la trasmissione, con gli interventi anche di Massimo De Luca ed Ugo Russo, cliccare qui.






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