mercoledì 29 maggio 2019

Radio Corsa - Il Punto sul Giro 2019 (02)

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di Stefano Stradotto

Secondo appuntamento di questa edizione con la nostra rubrica che periodicamente propone il punto sulla corsa rosa.
Un Giro che, radiofonicamente parlando, sta consacrando la pur inedita coppia Dotto-Martinello. La sintonia in cronaca dimostrata dai due è un piacere per le orecchie dei radioascoltatori e fa raggiungere alle dirette di Radio 1 livelli di eccellenza assoluta, ci spingiamo a dire anche prendendo in esame l'intera, lunghissima e prestigiosa storia del ciclismo alla radio. I due sono peraltro impegnati anche fuori dal classico "on air" in quella che ormai è diventata una vera e propria trasmissione a margine: la diretta Facebook delle 18 circa, infatti, dalle prime apparizioni in cui si limitava a brevi flash di massimo una decina di minuti, si è ormai allungata tanto da sforare costantemente la mezz'ora; questo in virtù del grande successo riscontrato nei minuti in cui, oltre ad approfondire quanto avvenuto nella tappa del giorno, i due danno anche "spettacolo" con ironia e simpatia.
La 102esima edizione che la radio sta dunque mirabilmente raccontando, si è ormai accesa definitivamente, dopo essersi lasciata alle spalle il secondo ed ultimo giorno di riposo ed aver approcciato la terza settimana.
Nella prima parte di Giro il dominatore pareva dover essere lo sloveno Primoz Roglic, in rampa di lancio già da inizio stagione. Considerazione, questa, avvalorata dal fatto che il giovane sloveno ha nella cronometro il suo terreno preferito, cronometro che rappresentavano la parte forte di una prima metà senza salite; Roglic infatti, come da previsione, ha fatto la parte del leone sia a Bologna sia a San Marino, accumulando un buon vantaggio sugli avversari diretti. Nel momento in cui si è però arrivati, finalmente, alle grandi montagne, ecco che lo sloveno ha cominciato a dare i primi segni di cedimento. Il tutto si è concretizzato con la prima vera crisi, nella tappa forse più attesa, quella con il Mortirolo. Roglic ha pagato 1'20" dai rivali ed ora guarda con più preoccupazione la classifica, nonostante abbia dalla sua ancora la crono conclusiva di Verona. D'altronde lo sloveno viveva un picco di forma già dal mese di marzo, quando ha conquistato la Tirreno-Adriatico, ed era dunque lecito attendersi un calo di condizione alla terza settimana del Giro.
Vincenzo Nibali, al contrario, ha evidenziato anche stavolta l'andamento inverso, un classico al quale ci ha abituato il campione siciliano: condizione in crescendo giorno dopo giorno e tenuta sulla terza settimana superiore a qualsiasi avversario. Nibali con la sua grande esperienza ha gestito benissimo le crono, perdendo meno del previsto da Roglic, e arrivati alle salite ha cominciato ad attaccare, come sempre non risparmiando azioni generose, profumate di impresa. Spettacolari, in particolare, i due attacchi nelle ultime due frazioni, nella discesa verso Como e soprattutto sul Mortirolo, in una tappa da tregenda. Con il suo palmares non ha più niente da perdere o da dimostrare, non si accontenterà dunque di un piazzamento ma cercherà ancora di guadagnare, con spettacolo assicurato.
L'unico "imprevisto" sulla strada del terzo trionfo rosa è rappresentato dall'attuale maglia rosa, l'ecuadoregno Carapaz. Sorpresa relativa, visto che già lo scorso anno aveva sfiorato il podio finale, arrivando a Roma al quarto posto. Già protagonista di una spettacolare vittoria da finisseur sul traguardo di Frascati, scivolato un po' indietro in classifica dopo la cronometro di San Marino, si è ripreso con gli interessi il terreno perduto nelle due tappe alpine tra Piemonte e Val d'Aosta, con grandi azioni in salita ma anche a causa dell'unico vero errore tattico commesso da Nibali e dallo stesso Roglic: i due infatti, nelle due tappe in questione, hanno dato vita ad un esasperato marcamento vicendevole, sfociato anche in scaramucce e polemiche, che ha permesso a Carapaz di avvantaggiarsi guadagnando nelle due circostanze circa 3 minuti e prendendosi inaspettatamente la maglia rosa. A questo punto inutile piangere sul latte versato, l'obiettivo per Nibali come detto sarà quello di attaccare ma al tempo stesso sarà complicato staccare Carapaz, che in salita non ha niente da invidiare a nessuno e che può contare su un gregario di lusso come lo spagnolo Landa. In questo momento Nibali è secondo, distante 1'47" in classifica; basterebbe, in una delle prossime tappe e in particolare nel tappone dolomitico di sabato, recuperare una quarantina di secondi, e a quel punto Nibali avrebbe la possibilità, con una grande crono finale, di sfilare all'ecuadoregno la maglia rosa proprio all'ultimo giorno. Roglic ci sembra al momento scivolato indietro nelle gerarchie, ed anzi dovrà fare attenzione a non perdere ulteriore terreno in salita.
Un Giro che dunque promette in questa parte finale emozioni e grande incertezza; qualche appunto sul percorso disegnato nella prima parte però resta, visto che di fatto per metà edizione i corridori non hanno affrontato nessuna vera salita. Ci si è poi messa questa primavera versione autunno/inverno che ha costretto la cancellazione del Gavia, la Cima Coppi che il gruppo avrebbe dovuto affrontare prima del Mortirolo.

Chiudiamo esprimendo soddisfazione per il Giro degli italiani, dopo edizioni in cui si faticava ad esaltarsi per qualche azione dei nostri corridori: sono al momento quattro i successi di tappa, ottenuti da Masnada, Benedetti, Cataldo e Ciccone con spettacolari fughe da lontano, l'ultimo in particolare passando primo sulla salita simbolo del Giro, il Mortirolo, e leader della classifica scalatori. Inoltre, da ricordare anche la settimana trascorsa in maglia rosa da un ottimo Valerio Conti. Atleti perlopiù giovani che rappresentano dunque un bel segnale anche per il futuro del movimento. Peccato solo per Elia Viviani, che dopo aver subito un declassamento nella tappa di Orbetello, vinta ma secondo la giuria con una scorrettezza negli ultimi metri, non ha più ritrovato serenità, sbagliando tutte le successive volate e ritirandosi prima delle montagne.
In ottica italiana, ora, non resta che attendere la potenziale, ennesima impresa di Vincenzo Nibali per il successo finale. Pochi giorni e avremo, dalla strada, anche questa risposta.







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