martedì 19 novembre 2019

Cronista-tistiche 2019-2020 (01)

#tuttoilcalcioblog


di Francesco Del Giudice

Arrivati a un terzo circa del campionato, e approssimandoci alla conclusione della fase a gironi delle coppe europee, possiamo analizzare dati alla mano le scelte operate dalla redazione sportiva di RadioRai, soffermandoci in particolare sulle designazioni relative alla massima serie. Confermata la calendarizzazione di anticipi e posticipi rispetto alla scorsa stagione, cambia parzialmente la squadra dei titolari di Tutto il calcio: ai nastri di partenza non troviamo più Giulio Delfino, passato com'è noto qualche mese fa alla TV, ed Emanuele Dotto, che ha chiuso in estate una carriera inimitabile ai microfoni dell'azienda di stato, mentre Cristiano Piccinelli, che nello stesso periodo ha effettuato il percorso inverso, è stato ovviamente impiegato fin da subito in trasmissione. Organico ridotto rispetto alle passate stagioni, al netto del contributo come sempre fondamentale dei corrispondenti dalle sedi locali, e scelte conseguenti, come la riduzione ai minimi termini delle seconde voci, scelte ormai quasi esclusivamente dal lotto degli ex calciatori ora collaboratori, che quest'anno sono i confermati Brio e Collovati e la new entry Galli, nonché ovviamente, seppur con minor frequenza, dai cronisti regionali. L'aumento delle cronache integrali e la riduzione del programma domenicale hanno determinato una minore rigidità nelle gerarchie, che da quando Corsini ha preso le redini della redazione sportiva appaiono più flessibili, specie nelle posizioni immediatamente successive a quelle di vertice; inoltre la scelta di mantenere una voce fissa per il primo campo in scaletta ha ampliato fin da inizio stagione la gamma di partite che il cronista in questione può seguire, da sfide di alta classifica a scontri che coinvolgono le squadre piazzate in zona medio-bassa della graduatoria, potenzialmente anche a distanza di una puntata l'una dall'altra (in verità quest'anno sul campo principale registriamo finora una netta prevalenza di gare con almeno una squadra di vertice, fortunatamente). Rispetto alle scorse annate ci pare di scorgere un'inversione di tendenza nel legame tra i singoli cronisti della redazione centrale e determinante città o regioni, che dai dati sembrano globalmente allentati con qualche eccezione, nel quadro di un campionato geograficamente molto sbilanciato a Nord-Ovest (oltre la metà delle squadre è collocata nel quadrilatero Piemonte- Lombardia-Liguria-Emilia). In breve: tutti gli inviati più che in passato girano città e stadi in lungo e in largo, anche perché quasi tutte le regioni possono contare su corrispondenti sufficientemente rodati, impiegati talvolta anche per cronache integrali. Analizziamo il quadro delle designazioni dei nove titolari, limitandoci al massimo campionato.

FRANCESCO REPICE. Quanto detto sopra fa al caso della voce principale del football alla radio: ben 13 delle 20 squadre di A seguite in 12 turni, e quasi tutte, 12 su 13, con radiocronache a domicilio, per un totale di 10 stadi diversi (fa eccezione l'Atalanta). Dato che in fondo non sorprende, considerando che Repice fin dagli esordi ha raccontato partite da Nord a Sud, da San Siro alle piccole città, trasmettendo ogni anno da tutti o quasi gli stadi della massima serie, anche quando la sua progressione di carriera lo ha portato a soffermarsi più spesso nelle grandi piazze calcistiche. Permane il binomio con la Juventus- logico, vista la classifica- ma è in lieve diminuzione rispetto alle ultime annate numero il numero delle cronache di campionato dallo Stadium, 2. La Vecchia Signora è sì l'unica squadra seguita in casa più di una volta, ma ricordiamo che nel passato campionato l'abbinamento Repice-Juve si registrò 23 volte, 14 delle quali a Torino (!), in più di un caso partite non di cartello, molto spesso in coppia con un altro match del weekend, cosa che non si sta verificando in questo campionato, dove il rapporto turni/cronache è quasi 1:1 (13 gare totali finora all'attivo, dato in linea col recente passato fatta salva appunto l'eccezione della scorsa annata). L'altro stadio da cui Repice ha trasmesso più di una volta è il Meazza, una partita interna a testa per le due milanesi, tra cui il derby; due cronache in totale anche dall'Olimpico di Roma, ma solo includendo nel computo anche la Nazionale. E' da attendersi un incremento del numero di presenze dai due stadi “metropolitani”. Da notare il ritorno a Brescia: delle città ospitanti l'edizione attuale della serie A era quella che da più anni attendeva Repice in postazione.

GIUSEPPE BISANTIS. Un dato su tutti: 19 partite in 13 giornate. Ritmi ormai consueti per lo Stakanov dei radiocronisti, che ci sembra proiettato a battere più di un record, specie da quando è iniziata la gestione Corsini. Promosso a voce n.2 dopo il saluto di Delfino, il cronista catanzarese nella primissima fase del campionato ha viaggiato stabilmente a due partite per turno, in continuità con l'anno scorso (a differenza, come s'è visto, di Repice). Partite con squadre di vertice coinvolte, certo, ma non solo- e neanche questa è una sorpesa. Quantità e varietà, visto che a Bisantis mancano sole 4 squadre da seguire e non dubitiamo che la cosa avverrà in tempi brevi. Le due prime voci del calcio si muovono principalmente sull'asse Torino-Milano: se il capoluogo sabaudo è la destinazione più ricorrente per Repice, Bisantis è in tendenza San Siro, con ben 7 cronache, 4-3 ad ora per casa Milan. In realtà la supremazia bisantisiana si registra anche per Torino nelle presenze complessive, ma il dato rilevante è quello relativo al capoluogo lombardo, dove dal dopo-Gentili si erano alternati in netta prevalenza Cucchi, Repice e Delfino. Avendo nella gerarchia sostituito quest'ultimo, Bisantis ha di fatto ereditato una “quota Meazza”. Su questo aspetto rimandiamo alla parte dedicata alle eurocoppe. Nella media le presenze al Centro-Sud, con leggera prevalenza fiorentina e il derby romano da sottolineare. La grande differenza col passato, per ora, sta nella mancanza di cronache di gare di serie B, campionato che Bisantis ha raccontato assiduamente ogni annata e che non dubitiamo tornerà a seguire, quando si entrerà nella fase calda, ma in ottica 2020, anno di Europei e Olimpiadi, è doverosa una sana rotazione.

GIOVANNI SCARAMUZZINO. Dallo scorso campionato la prima voce di Tutto il calcio minuto per minuto ha presidiato stabilmente il campo principale della serie A senza mancare un solo appuntamento, dopo la sosta forzata nella prima parte del 2018. Non è stato però impiegato al di fuori di questo ruolo, se si eccettua qualche anticipo del sabato pomeriggio inserito in trasmissione, pertanto non si registrano cronache integrali, né presenze nelle coppe europee o serie minori. Un ruolo, il suo, inedito nella storia di Tutto il calcio. Come accennato sopra, quest'annata non sta lesinando soddisfazioni al grande Giovanni, grazie a una calendarizzazione favorevole e all'andamento del campionato in generale e delle singole gare, con media gol decisamente in rialzo. Al pari di Bisantis, Scaramuzzino ha già seguito 16 squadre (i quattro quinti), tra cui tutte quelle impegnate nelle coppe europee e le tre neopromosse; buona anche la distribuzione geografica, destinata a salire per i motivi ricordati sopra, legati alla calendarizzazione. A tal proposito il dato più rilevante in questo scorcio di stagione è che quella Scaramuzzino sia divenuta la voce dall'Olimpico, ruolo che spettava a Delfino e Barchiesi: cinque dirette dall'impianto capitolino, dove pure in passato non era infrequente ascoltarlo, 3-2 da casa Roma, mentre dagli altri stadi solo una a testa. La sproporzione è legata al fatto che le romane hanno giocato molto spesso la domenica pomeriggio, tanto che le cronache complessive di Lazio e Roma sono nove. Curioso il dato relativo al Genoa, seguito tre volte ma sempre in trasferta.

MASSIMO BARCHIESI. 11 presenze concentrate quasi esclusivamente per cronache integrali, con una sola presenza in Tutto il calcio. Parzialmente sorprendente il dato geografico: eravamo abituati ad ascoltare Barchiesi il più delle volte dall'Olimpico, in prevalenza da casa Lazio ma, durante la gestione Corsini, anche per gare interne della Roma. Col saluto di Delfino era lecito aspettarsi la conferma di questo trend, ma il calendario ha deciso diversamente (vedi alla voce Scaramuzzino) e allora, pur tenendo conto delle due cronache interne della Lazio, il Barchiesi di questi tempi s'è spostato più a Sud, risultando il cronista più presente al San Paolo (3 volte), stadio da cui prima di questo campionato aveva trasmesso non certo con grande frequenza. Non è solo il Napoli la squadra più seguita da Barchiesi: registriamo l'ex aequo col Milan, con una significativa differenza tra gare in casa-una sola-ed esterne. Ancora vuota la casella alla voce Roma, situazione che ci pare più che mai provvisoria, visto che, con l'attuale caporedattore, Barchiesi ha seguito più di una volta i giallorossi anche lontano dalla capitale, analogamente ai biancocelesti, con i quali però l'abbinamento costante in cronaca risaliva già al periodo Cucchi.

DANIELE FORTUNA. Stagione importante per la seconda voce della Nazionale, promosso nel gruppo al seguito della Champions League e in ascesa anche nel racconto delle competizioni nostrane. Della squadra titolare è l'unico ad aver raccontato una partita a giornata, in prevalenza integrali, con più presenze anche in Tutto il calcio. In campionato lo abbiamo ascoltato soprattutto da Genova, 3 presenze col bilancio di 2-1 per la Samp, e non è un dato sorprendente: dal Ferraris il cronista romano ha trasmesso diverse volte sin dall'inizio della sua avventura calcistica. Interessante il numero delle corrispondenze da Napoli, 2, ovviamente non tantissime in assoluto, ma considerando che Fortuna ha debuttato al San Paolo solo nel girone di ritorno dello scorso campionato e che in questo torneo ha già pareggiato il dato complessivo, neanche poche, segno comunque di un'inversione di tendenza. Il discorso fatto per Barchiesi vale in qualche modo anche per Fortuna, che ricordiamo molte volte in postazione dall'Olimpico, specie in casa Lazio, e che ora troviamo più spesso altrove. Ricordiamo che abbiamo limitato i dati al solo campionato, altrimenti, tra coppe e Nazionale, lo stadio capitolino sarebbe in vetta a questa speciale classifica. Squadre più seguite: curiosamente due pericolanti, Sampdoria e Sassuolo.

DIEGO CARMIGNANI. Tra quelli con minore militanza nella pattuglia della redazione centrale è stato finora il più impegnato, a sottolineare un'annata impegnativa ma anche ricca di soddisfazioni per l'ex corrispondente dalla Sardegna, il penultimo ad entrare in squadra (inizio 2018), ma subito lanciato nella mischia, con un numero di cronache integrali in crescita e il rapido inserimento nel team coppe europee. Si osservava come non emergano particolari legami del cosiddetto gruppo dei titolari con un'area geografica precisa: l'unica eccezione è proprio Carmignani, che di fatto è la prima scelta nelle designazioni a Cagliari, indipendentemente dalla classifica, tranne casi limite (campo principale o sovrapposizioni con trasferte europee), tanto che su 13 presenze, 5 sono dal capoluogo sardo. L'impiego di Carmignani, inviato-corrispondente, ricorda quello di Raffa, che dopo il passaggio alla sede centrale continuò a seguire regolarmente le gare interne della Reggina, alternando il Granillo a stadi di tutt'Italia. Delle 8 cronache extra-isolane, la metà ha sede emiliana, con qualche derby annesso, ma questo dato è da attribuirsi in primo luogo all'abbondanza di squadre regionali e la mancanza di un corrispondente stabile della sede bolognese.

MASSIMILIANO GRAZIANI. Non sappiamo cosa bolla in pentola, ovvero nella redazione sportiva di RadioRai, ma viste le modalità con cui Graziani è stato finora impiegato, possiamo ipotizzare che Corsini stia sperimentando in vista della sua successione alla guida di Tutto il calcio, che comunque ci pare lontana del tempo, quindi sarebbe più corretto parlare di alternanza. In ogni caso si tratta di opinioni; i fatti dicono che una voce divenuta negli ultimi anni importante è stata chiamata in causa con molta parsimonia, appena 7 cronache totali, serie B e coppe incluse, a fronte di ben 4 conduzioni, tutte riservate alle puntate del sabato. In massima serie Graziani, che pure era presente in occasione della prima puntata domenicale, ha trasmesso 3 volte dall'Emilia e una dall'Olimpico laziale; proprio la Lazio è l'unica squadra che il nostro ha raccontato più di una volta, ad assicurare almeno un minimo di varietà. Tutte le cronache della massima serie sono state incluse in trasmissione, nessuna integrale finora.

MANUEL CODIGNONI. Il saluto di Delfino ha comportato un epocale passaggio di consegne in Formula 1, che è finita nelle sapienti mani, o meglio la sapiente voce di Codignoni. La scelta redazionale di affidare l'intera stagione del Circus al multidimensionale ed ubiquo Manuel, fatta salva una “supplenza” di Forletta, ha giocoforza ridotto il numero di presenze calcistiche, già di per se limitato in virtù delle numerose incursioni nel basket e nel volley, che Codignoni ha alternato fin dal suo ingresso nella redazione centrale, prima ancora dell'avventura ciclistica. Sta di fatto che le partite raccontate sono 8, una delle quali da seconda voce e si tratta di un unicum: è l'unico radiocronista titolare ad aver accompagnato nel racconto un collega, come del resto le gerarchie suggeriscono. Squadra e stadio con più familiarità coincidono: Parma. Per il resto, Codignoni è stato inviato esclusivamente al Nord. Da notare che in due circostanze il cronista umbro ha messo a segno la doppietta F1-calcio, seguendo due partite giocate il lunedì dopo un GP da studio. La combinazione s'era verificata assai raramente in passato, con Delfino, ed è probabile che possa ripetersi, vista la dilatazione del calendario automobilistico e la copertura ormai dal tubo della maggior parte dei gran premi, in aggiunta alla frammentazione del calendario del pallone.

CRISTIANO PICCINELLI. Last but not least, l'ultimo ad approdare a Tutto il calcio, dopo un breve rodaggio, è stato incluso a pieno titolo nel gruppo inviati in pianta stabile. Impiegato ovviamente in primo luogo per match di medio-bassa classifica, Piccinelli è stato chiamato in causa anche al seguito di squadre di vertice, seppur in gare dal pronostico chiuso. Segnaliamo anche le prime dirette da stadi prestigiosi, come il Ferraris e l'Olimpico, con cui il cronista toscano ha acquisito una certa familiarità (3 presenze, l'unico impianto dal quale ha trasmesso più volte). Notevole la varietà geografica delle designazioni e curioso il dato relativo alla squadra più seguita, che è il Lecce. A conferma infine di quanto si diceva sopra, Piccinelli ha debuttato anche nelle integrali, se consideriamo tali le partite di A seguite a rimpallo di linea con la B.

I dati complessivi sono raccolti in questa tabella. In ogni casella sono numerate le radiocronache complessive per squadra, tra parentesi le singole gare casalinghe, marcate in grassetto.



*La gara interna dell'Atalanta seguita da Bisantis è stata giocata a Parma; delle due seguite da Scaramuzzino una s'è disputata a Parma, l'altra a Bergamo.

Il segno / separa le cronache effettuate in qualità prima voce da quelle da seconda voce














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