lunedì 19 aprile 2010

La cabina 9: Tonino Raffa per Parma - Genoa

LA CABINA SPECIALE
TONINO RAFFA CI ANTICIPA
“PRESTO UN LIBRO SUI 50 ANNI DI TUTTO IL CALCIO”
di Gabriele Majo

Ieri, domenica 18 aprile 2010, non ero l’unico “fotografo” (uso le virgolette perché questa branca della comunicazione è solo l’ultima frontiera da me raggiunta dopo l’adorata radio, la tv, ed il web, per cui, nello specifico, mi considero ancora un dilettante) interessato ad immortalare la cabina di Radio Rai di Parma, dalla quale per Tutto il calcio minuto per minuto trasmetteva il mitico Tonino Raffa: all’interno, infatti, c’era anche la fotografa (lei sì professionista dello scatto) Paola Romano impegnata a fare ripetuti scatti allo storico radiocronista in azione, in quanto incaricata di raccogliere le immagini per un libro che sarà edito da una casa editrice - La Minerva - con il patrocinio della Rai (oppure una coedizione) dunque con i crismi dell’ufficialità, dedicato ai 50 anni della popolare trasmissione. E’ stato proprio Tonino a darmi l’anticipazione, presentandomi la collega, alla quale ha avuto la bontà di raccontare uno dei tanti aneddoti che ha rinsaldato la nostra reciproca stima professionale, presto sfociata in una profonda amicizia, di cui vado orgoglioso. (... a seguire anche le foto di questa giornata)


Era la sera del 5 maggio 2005, eravamo a Mosca, a pochi minuti dall’inizio di una importante partita internazionale (Semifinale di Coppa Uefa), con protagonista il mio amato Parma (di cui all’epoca ero il responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione) contro il temibile CSKA. L’allenatore di allora, Pietro “Gedeone” Carmignani, aveva mandato in campo una formazione di minorenni (così imponeva la ragion di stato, spesso ricordata dal Ds Oreste Cinquini: viste le difficoltà in campionato, poi tradottesi nello spareggio fratricida per la sopravvivenza con il Bologna, i titolari, in Europa, dovevano essere risparmiati) guidata dal vecchietto Luca Bucci, colpito, tra i pali, da un petardo gettato in campo dalla mano di uno sconsiderato, che gli procurò una lesione al timpano, con conseguente forzata sostituzione ed ingresso in campo di Sebastien Frey. Finì 3-0 per l’armata rossa, e il tribunale sportivo dell’ UEFA con una sentenza a dir poco discutibile, preferì lasciare inalterato il risultato del campo, anziché punire i padroni di casa per responsabilità oggettiva per la quasi bomba-carta piovuta dagli spalti, in quanto entrando Frey (titolare in Campionato) al posto di Bucci (di solito il suo “dodicesimo”), i ducali, a loro avviso, non erano stati svantaggiati dalla sostituzione. Anzi: riuscirono perfino ad argomentare, respingendo il ricorso d’urgenza, che il Parma non aveva avuto un atteggiamento sportivo, non avendo mandato in campo la formazione migliore… Cose dell’altro mondo… Tra l’altro la strategia, che fino a quel punto aveva funzionato nelle gare continentali, era proprio quella di mandare in campo i più forti nella ripresa, dopo aver cercato di resistere il più possibile con la linea verde: ovviamente con un cambio in meno a disposizione il tecnico non poteva portare a termine il suo disegno…
Ma torniamo, dopo aver contestualizzato la data e l’evento cui si riferisce, all’aneddoto ricordato ieri da Tonino Raffa: le formazioni, a tre minuti dall’inizio della contesa, ci vennero recapitate dagli incaricati, esclusivamente scritte in cirillico. Fui io – dopo aver a lungo “litigato” non so neppure io in quale lingua, con gli addetti e tecnici locali, perché non era stata allestita la postazione commentario di Radio Rai e che provvedessero quanto prima – a cercare di interpretare chi fossero i protagonisti in campo, ricostruendo, a tempo di record, il quadro dei 22, dando loro un nome ed un cognome in italiano e la posizione occupata sul terreno di giuoco, consentendo al radiocronista del servizio pubblico di poter raccontare nel migliore dei modi la partita.
Non fu l’unica volta che mi prodigai, all’estero, per cercare di risolvere i mille imprevisti che si trovano sulla strada degli inviati di Radio Rai: forte della mia personale esperienza radiofonica (sia pure con le locali, o con le pirata, come le definiva Emanuele Dotto qualche anno fa…), facevo sì che la comitiva dei giornalisti al seguito del Parma partisse sempre con un congruo anticipo rispetto all’inizio della gara, proprio per risolvere le complicanze con le linee telefoniche, che erano sempre in agguato. I colleghi della carta stampata non gradivano tutta questa solerzia: loro si sarebbero accontentati di arrivare anche più tardi allo stadio, però, più di una volta a propria volta si sono giovati dell’arrivo anticipato in tribuna stampa per dirimere problemi.
Ieri, nella cabina del Tardini, Tonino Raffa era particolarmente in vena di revival: durante l’intervallo di Genoa-Parma ha fatto partecipe Paola ed il sottoscritto di un altro amarcord, che vorrei estendere a tutti voi. Mondiali 1998 in Francia: Mastercard è tra gli sponsor dell’evento, ed organizza una serie di interviste programmate con Pelè. Il nostro si candida per averlo al microfono: “Sono della radio italiana”, spiega. “Guardi – gli fanno gli organizzatori – O’ Rey non parla con le radio, perché in Brasile ce ne sono centinaia, non può parlare con tutte”. Interviene San Saverio Montingelli, che è accreditato per la Tv italiana ed aiuta Tonino a chiarire che la Rai, ente di Stato, ha reti sia radiofoniche che televisive. “Semmai vi dividerete il tempo a disposizione, se siete amici e se lavorate per lo stesso editore”. Il tempo a disposizione è di 6 minuti: 3 a testa per radio e tv. Inizia Montingelli, che però se li mangia tutti, malgrado il tentativo di Raffa di introdursi nella conversazione. Quando ci riesce, con esperienza, Tonino pareggia i conti, parlando a propria volta per 6 minuti con Pelè, con buona pace dei mastini che in continuazione gli facevano occhiatacce, avendo vistosamente portato via più tempo del previsto. Ma il bottino portato via era ancora più prezioso: “Ci sono direttori di importanti testate sportive che non hanno mai scambiato una sola parola con Pelè. Io ho la foto con lui, scattata in quella occasione, e la sua maglia autografata grazie a Josè Altafini che me l’ha procurata. Li conservo gelosamente insieme”. Il racconto che vi ho sintetizzato è narrato dallo stesso Tonino Raffa nel suo volume “Il pallone nell’iride 1930-2006. 76 anni di calcio mondiale”, scritto a quattro mani con Tonio Licordari, per Iiriti editore (Reggio Calabria) di cui mi fece gradito omaggio qualche anno fa, così come sono onorato che nella sua memoria ci sia spazio ancora oggi per le attenzioni che dedicavo a lui ed ai colleghi quando ero in servizio attivo al Parma. Una impagabile soddisfazione…

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