giovedì 3 settembre 2020

3/9/1989 - 3/9/2020: ricordando GAETANO SCIREA


Riproponiamo il nostro ricordo di G.Scirea pubblicato 9 anni fa.



di Fabio Stellato

Sono passati 22 anni da quando il Capitano ci ha lasciati; quella sera del 3 settembre 1989 rimanemmo tutti increduli quando Sandro Ciotti alla "Domenica sportiva" annuncio' all'Italia che Gaetano Scirea era morto. Un incidente stradale in Polonia (dove era andato per visionare il Gornick Zabrze, prossima avversaria della juventus in Coppa Uefa) ci ha portato via il libero per eccellenza; amato da tutti, e non solo dai tifosi bianconeri, ancor'oggi Scirea è rimasto un'icona di esemplare corretteza. Per la nuova generazione di tifosi, quella che non ha vissuto Scirea, è difficile comprendere dalle sole immagini di repertorio chi fosse stato Gaetano Scirea, una figura che molto probabilmente striderrebbe nel calcio "volgare"di oggi. Anche noi di "Tuttoilcalcioblog"nel giorno di questa triste ricorrenza, vogliamo rendere omaggio alla figura del Capitano, e lo facciamo con questo breve profilo che ha tracciato per noi Marco D'Alessandro, che di Scirea era ed è tutt'ora un grande estimatore. 


GAETANO SCIREA: Un uomo d'altri tempi di Marco D'Alessandro Basterebbe dire che di mestiere ha fatto principalmente il difensore, senza mai conoscere l'esistenza del cartellino di colore rosso. Basterebbe ricordare Madrid, l'urlo di Tardelli, ma anche quell'azione: un difensore che in piena area di rigore di una finale Mondiale, ebbe l'idea di colpire di tacco a favore di Bergomi. Basterebbe ricordare la classe, l'eleganza, la precisione, la forza, gli scudetti e le coppe, praticamente tutte. Ma per definire Gaetano Scirea da Cernusco sul Naviglio, ci vuole ben altro che un banale palmares. Gae è quel ragazzo che dopo aver vinto il suo primo scudetto, non chiude occhio la notte per l'emozione nell'attesa di leggere i giornali del giorno dopo. E' il ragazzo che, appena vide arrivare l'alba, cercò un'edicola, ma nel mentre, vide degli operai che a testa bassa aspettavano la fermata del bus per affrontare l'ennesima giornataccia di lavoro. Gaetano raccontò di essersi ricordato di suo papà, umile operaio in Pirelli, e di aver provato un moto di vergogna, lasciando perdere i giornali e l'edicola. Lui, che aveva ancora i vestiti della sera. Gaetano è il ragazzo che non si azzardava a chiedere aumenti di stipendio, perchè "siamo già abbastanza fortunati ad avere quello che abbiamo" Un uomo d'altri tempi che ha rappresentato la migliore espressione sia dello sportivo autentico, ma anche dell'Uomo vero. Come davvero pochi. Enzo Bearzot disse: "Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea, grandissimo calciatore e grandissima persona". 

Per ricordare ancora Scirea, abbiamo ripescato dalla nostra piccola nastroteca, quella che forse è stata la sua ultima intervista radiofonica; è un intervista realizzata poche settimane prima della sua morte da Mario Giobbe per "Italia Italia Italia", la trasmissione curata dallo stesso Giobbe che ha ricostruito la storia dei mondiali di calcio. L'intervista è tutta incentrata sull'esperienza azzura di Scirea, esperienza culminata con l'indimenticabile vittoria di Spagna '82. Riascoltiamoci quest'intervista, che noi vi proponiamo integralmente cosi come è stata trasmessa; l'introduzione è di Nicoletta Grifoni.

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