mercoledì 29 agosto 2012

Un passo nella storia - Episodio 74

di Roberto Pelucchi

Riprendiamo la nostra rubrica con il 1971, anno in cui nella redazione del Giornale radio entra un "praticante" illustre: Nino Benvenuti. Paolo Valenti è passato alla televisione e le radiocronache di pugilato sono affidate a Italo Gagliano. Ma il 25 settembre a Buenos Aires per l'incontro Monzon-Griffith il Gr manda proprio Benvenuti, che ha cominciato una nuova carriera e deve prendere confidenza con il microfono. Qualche giorno dopo Liliana Madeo lo intervista per La Stampa. Scrive: "Il campione lavora anche dieci ore al giorno, in maniche dì camicia, dietro una scrivania: raccoglie le notizie pubblicate dalie agenzie, scrive qualche pezzetto e se lo la riguardare dal suo capo, si sottopone a lezioni di buona pronunzia e compie esperimenti di regìa. Il campione è Nino Benvenuti: dando prova di umiltà e pazienza, si prepara a diventare giornalista. Dal 1° settembre passa cinque giorni la settimana a Roma, alla redazione sportiva del Giornale radio in via del Babuino: fra sei mesi, se avrà dimostrato di possedere le attitudini necessarie, avrà dalla Rai-tv un regolare contratto; dopo un anno e mezzo, se avrà superato un esame di idoneità professionale, potrà esercitare pienamente l'attività di giornalista, ricevere un regolare stipendio secondo il contratto nazionale di lavoro, godere dell'assistenza malattia e maturare il diritto alla pensione. «Quello che mi allettava non era il posto fisso e sicuro — dichiara polemico Benvenuti. — Avrei potuto scegliere tante altre attività valide, apprezzate e ben pagate. Mi sarei potuto divertire a fare ancora il pugile, anche come campione a livello europeo: ma non sarebbe stata degna di me una posizione inferiore a quella cui ero arrivato. Avrei potuto amministrare i miei beni, gli stabili, la catena di palestre, e portare a casa tanti bei soldi a fine mese: sarebbe stata la morte civile. Io sono un uomo giovane, ho appena 33 anni, e vivo. Voglio avere soddisfazioni e fare cose importanti».

Ma il 13 ottobre 1971 è proprio Stampa Sera a stroncare con un pesante commento la nuova carriera di Benvenuti: "Nino Benvenuti si allena a fare il giornalista. E' una cosa che succede, prime o poi. a quasi tutti gli ex campioni di fama. (...) Stando ai primi testi pubblicati da due autorevoli quotidiani, è ancore in fase di rodaggio. Ha presentato il mondiale Monzon-Griffith nel tono dispettoso di chi non riesce ancore a dimenticare il suo recente passato, ha illustrato le prospettive del match di Arcari a Genova con uno sbiadito «compitino» nemmeno troppo ordinato, contenente anche una grossa imprecisione di ordine statistico, ha commentato lo stesso incontro, punteggiando il suo scritto di notevoli errori di valutazione. Non si vuole con questo dire che quelle di Benvenuti giornalista è una carriere sbagliata. Si vuole soltanto sostenere che Nino è partito male. Rispetto a noi «professionisti» veri, che abbiamo imparato il mestiere (e la grammatica) dalla gavetta, il signor Giovanni Benvenuti ha un solo grosso vantaggio, quello dell'esperienza diretta. Ci permettiamo dì suggerire a lui (o al suo suggeritore) di sfruttare di più la valigia dai ricordi, delle esperienze personali, di servirsi di quello che lui ha (e noi non abbiamo) per dare ai suoi colleghi dei preziosi consigli, poggianti su solide basi tecniche, non per annientarli con critiche sovente superficiali. In caso contrario Nino sarà soltanto quello che è ora: la mediocre imitazione di un mediocre giornalista".

Benvenuti ci prova, ma il microfono per il pugilato resta saldamente in mano a Gagliano, che il 26 novembre commenta alle 22.15 sul Secondo programma il campionato europeo dei pesi welters tra Menetrey e l'italiano Bertini. Qualche giorno dopo, il 1° dicembre, si gioca Inter-Borussia Dortmund, per gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni: radiocronista Enrico Ameri, dalla tribuna stampa Mario Gismondi, dagli spogliatoi Sandro Ciotti. Quest'ultimo lo si può anche leggere su Stampa Sera ogni lunedì: la sua prima rubrica è del 18 ottobre, un articolo dal titolo: "Facchetti, il Garrone del calcio". Ameri, tra le altre cose, quell'anno commenterà anche Italia-Austria, mentre a Ciotti viene affidata Colonia-Juventus, semifinale di Coppa delle Fiere. Una partita che scatena polemiche, perché a causa del Giornale Radio delle 20 la diretta comincia con venti minuti di ritardo sul Programma nazionale.

Nel 1971 il Giro d'Italia viene seguito da tre inviati: Adone Carapezzi, Sandro Ciotti e Claudio Ferretti. Primo collegamento sul Programma nazionale alle 13.15, in coda al Giornale Radio. Diretta delle fasi finali tra le 15.45 e le 17 eppoi speciale dalle 19.18 alle 19.30 sul Secondo programma, prima di Radiosera.

Ecco, per chiudere, il palinsesto sportivo di una domenica e di un lunedì "tipo" del 1971

DOMENICA
Programma nazionale
ORE 15.30 TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO
Cronache, notizie e commenti in collegamento diretto da tutti i campi di gioco, condotto da Roberto Bortoluzzi.
Per il Trentino - Alto Adige
ORE 19.15 GAZZETTINO - BIANCA E NERA DALLA REGIONE - LO SPORT - IL TEMPO
Per il Friuli - Venezia Giulia
ORE 19.30-20 GAZZETTINO CON LA DOMENICA SPORTIVA
Per la Sardegna
ORE 19.45-20 GAZZETTINO, edizione serale - SERVIZI SPORTIVI DELLA DOMENICA, di Mario Guerrini.
Per la Sicilia
ORE 19.30-20 e 22.35-22.55 SICILIA SPORT
Panorama della domenica a cura di Orlando Scarlata e Luigi Tripisciano.

Secondo programma
ORE 12 ANTEPRIMA SPORT
Notizie e anticipazioni sugli avvenimenti del pomeriggio, a cura di Roberto Bortoluzzi e Arnaldo Verri.
ORE 16.30 DOMENICA SPORT
Risultati, cronache, commenti, interviste e varietà a cura di Guglielmo Moretti, con la collaborazione di Enrico Ameri e Gilberto Evangelisti. Conduce Rino Icardi.

LUNEDÌ
Programma nazionale
ORE 8 GIORNALE RADIO - LUNEDI' SPORT, a cura di Guglielmo Moretti con la collaborazione di Enrico Ameri, Sandro Ciotti e Gilberto Evangelisti.
ORE 13.45 DUE CAMPIONI PER DUE CANZONI
Programma del lunedì condotto da Sandro Ciotti.

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