martedì 25 febbraio 2014
11:55

La Radio-Pagella 2013-2014 Puntata 26

#tuttoilcalcioblog
di Francesco Furlan
Vincitore di giornata
Daniele Fortuna. Ammetto che la designazione di Fortuna per un’integrale di serie A mi aveva lasciato assai perplesso: sia per il fatto che quest’anno aveva fatto pochissime volte il calcio (penso non più di tre o quattro), sia perché in quelle poche prestazioni non mi era mai parso particolarmente brillante. Invece, la sua prestazione è stata davvero eccellente: bravo Cucchi a metterlo subito in gioco e bravissimo lui, capace di raccontare con ottimo ritmo una partita ricchissima di episodi. Non si è mai perso e non ha mai mostrato neanche quei piccoli segni di impaccio o cedimento che quest’anno hanno caratterizzato le pur ottime prestazioni dell’altra new entry Mazzeo. Da segnalare anche una Sara Meini oramai sempre più sicura ed a suo agio nel ruolo di seconda voce della Toscana. Per il buon Daniele un esordio davvero promettente, che, a questo punto, ci auguriamo di veder confermato anche nel futuro prossimo.

Top
Giovanni Scaramuzzino: potrei ricordare male, ma mi pare che si tratti della prima tripletta stagionale del buon Giovanni, che oltretutto era reduce pure dalla semi-integrale di Europa League. Ordinaria amministrazione nella partita dell’Ossola di sabato, cresce notevolmente già nella giornata di domenica, dove, assieme a Zennaro, salva una puntata che si candida seriamente ad essere la peggiore dell’anno. Notevolissima anche la prestazione nell’integrale del Tardini, ottimamente spalleggiato da Brughini. Come notavamo ieri sera con l’amico Stefano Stradotto, il bello (e, talvolta, il brutto) di Scaramuzzino è che non si capisce mai se sia effettivamente bella la partita o sia lui bravissimo a renderla tale (vedi la bravura nel rendere piacevole un aborto calcistico come l’ultimo Milan-Hellas). Ieri sera, probabilmente, è accaduta sia una cosa sia l’altra.

Giuseppe Bisantis: anche per lui una semi-tripletta nell’ultimo week-end. Lo troviamo a sorpresa impegnato nella conduzione dell’inopinato Venerdì Sport che, appunto, venerdì sera ci capita fra capo e collo quasi ex abrupto. Trasmissione allietata dalla cronaca di Crotone-Brescia (sempre valido Lopez) e funestata dalla presenza (che mi auguravo potesse saltare) del carrello dei bolliti in collegamento da Sanremo. Personalmente, visto come gestisce la serata, si potrebbe forse sentirlo impegnato un po’ di più anche in questo ruolo, almeno qualche volta. Molto bene anche nell’ottima integrale del Barbera al sabato pomeriggio, dove dimostra di essere uno dei pochi a non patire lo scarto fra serie A e serie B. Fra l’altro, lo coadiuva validamente un Gueli in versione Padre Pio: fintanto che è impegnato come seconda voce in Palermo-Spezia, lo si può infatti vedere anche alla TV a 90 Minuto serie B mentre commenta Trapani-Modena. Bisantis chiude la sua tre giorni con un Napoli-Genoa su cui ci sentiamo di sbilanciarci in positivo, nonostante, di fatto, il secondo tempo salti a causa dell’interessantissimo dibattito sulla fiducia all’ennesimo governo ottriato. Da questo punto di vista, noto un particolare che sembra suonare come maledizione: avete notato che gli avvenimenti politici che si “devono” seguire arrivano sempre durante una qualche partita di calcio, qualunque sia l’orario in programma ? Davvero incredibile…

Simonetta Martellini e la squadra (dimezzata) di Palasport: anche qui, prima delle bastonate, complimenti a Cucchi. Brillante l’idea di non sacrificare del tutto il bel format nato da poco, sull’altare dell’ennesimo, assurdo posticipo delle 18.30 (e speriamo che anche domenica prossima si segua questa strada). Gli interventi sono giocoforza stringati e, talvolta, addirittura frettolosi. Però quantomeno si riesce a seguire un poco anche due sport di squadra che godono comunque di ampia e meritata diffusione, evitando così di lasciare a becco asciutto gli appassionati. Ottima anche l’idea del piccolo spazio concesso per un breve commento dopo il derby della Mole. Stavolta, Cucchi (e la bravissima Simonetta) sono davvero riusciti a salvare capra e cavoli.

Flop
Riccardo Cucchi: vi sono nomi propri ed aggettivi (o sostantivi) che mai si prevedrebbe di vedere insieme in una stessa frase: Sulley Muntari/giocatore di calcio; Luciana Litizzetto/simpatica; Jonas Kaufmann/tenore, giusto per fare tre esempi. Ecco, mai avrei pensato di dover mettere insieme Riccardo Cucchi e disastro. Purtroppo, mi riesce difficile trovare un sostantivo diverso per definire la prestazione di domenica di Cucchi. Impreciso, molle, carente di ritmo, ad un certo punto mi è venuto il sospetto che non stesse neanche tanto bene, dato che nella radiocronaca si sentivano pause di uno-due secondi che davvero non sono da lui. A coronare (si fa per dire) la giornata, la terrificante, agghiacciante avallonata sul rigore per il Cagliari (oltretutto corretta solo in un secondo momento) che avrà provocato coloriti commenti (immagino) nei tifosi nerazzurri e rossoblu che fossero stati solo all’ascolto e non davanti al teleschermo. Vista il complesso della prestazione, la papera sull’autore del pareggio (Ronaldo/Rolando) non era neanche quotata. In questo senso, una giornata a suo modo storica: un Cucchi così giù di corda, spero non lo sentiremo davvero mai più.

Tarcisio Mazzeo: in una puntata con soli quattro campi, oltretutto caratterizzata da un campo principale non all’altezza, sarebbe davvero stata la giornata giusta per Mazzeo. Invece, dopo l’ottima prestazione complessiva della scorsa settimana, abbiamo trovato un Tarcisio anche lui su livelli non eccelsi. Probabilmente fiaccato dalla defatigante cinque giorni canora, il nostro finisce per sprofondare in una partita addirittura troppo ricca di episodi. In questo senso, gli va forse riconosciuto di aver sbagliato per eccesso di generosità: volendo raccontare tutto, finisce per fare confusione, visto che anche il tempo a disposizione non è, ovviamente, quello di un campo principale. Giornata infelice, dalla quale speriamo possa riprendersi prontamente.

Emilio Mancuso: duole dirlo, ma, terminate le Olimpiadi invernali più oscurate di sempre (dalla Rai), non posso che concordare con il giudizio già espresso una diecina di giorni fa dall’amico Fabio Stellato. Mancuso è eccellente nei servizi durante i Gr e nei reportage, ma la cronaca sciistica non pare davvero essere nelle sue corde. Sabato ha avuto la bella opportunità di raccontare buona parte della seconda manche dello slalom, ma l’ha ancora una volta sprecata, perdendosi nella sua mania biografico-classificatoria senza mai farci capire come stessero effettivamente andando le varie discese degli atleti. Peccato. Plauso invece per Germana Brizzolari: nulla di speciale, ma nei suoi pochi interventi, mi è parsa forse addirittura più efficace di Mancuso nei pochi scampoli di cronaca che le sono toccati. Non male per una novizia. 


 Alle prossime puntate!

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