mercoledì 18 luglio 2018

Sandro Ciotti punto e basta

#tuttoilcalcioblog

















di Alessandro Atti

Ricordare Sandro Ciotti è facile e difficile allo stesso tempo. Facile se ci volessimo limitare a wikipedia, difficile perché è talmente smisurato l’elenco delle sue caratteristiche e di ciò che ha fatto che starei qui sino a dopodomani e forse trascurerei qualcosa.
Sono passati 15 anni dalla sua morte ma penso che ascoltando una cronaca attuale se ne senta ancora l’influenza, se non altro perché chi ha insegnato agli attuali radiocronisti ha imparato e deve tanto a lui.
Se prendiamo le due voci principali di oggi, ovvero Giulio Delfino e Francesco Repice, nessuno dei due nega l’importanza del suo incontro con Ciotti.
Delfino in un'intervista rilasciata qualche anno fa ha definito Ciotti come una delle persone più importanti per la sua carriera. Ciotti, spesso e volentieri, lo voleva al suo fianco nelle trasferte quando la cronaca a due voci era molto rara. Pare addirittura che Mario Giobbe a un certo punto abbia detto: facciamo così, ogni tanto Delfino farà degli interventi nella tua radiocronaca.
Quando Francesco Repice arrivò allo sport Ciotti aveva già lasciato le cronache e si limitava a fare l’opinionista e a passare ogni tanto in redazione. In occasione del decennale della sua morte Repice ha raccontato di un loro incontro molto particolare lungo i corridoi di Saxa Rubra, in cui con una frase lo ha stimolato a non scrivere nulla in anticipo. Repice stava andando in studio per la pagina sportiva del Gr2 delle 12.30 con un foglietto con le notizie da leggere. Quando Ciotti lo vide prima fece finta di nulla poi all’ultimo gli disse "scusa ma se ti danno una radiocronaca di 90 minuti che fai? te la scrivi tutta prima?" Infatti Ciotti può considerarsi maestro nell’andare a braccio, ascoltate ad esempio questo non racconto; il racconto di un Brescia-Milan rinviato per maltempo.


“La fantasia è quello che caratterizza la radio: non devi trovarti mai impreparato” Queste parole furono l’insegnamento che ricevette Bruno Gentili in occasione della semifinale di ritorno Roma-Dundee United. Ciotti ,incaricato di raccontare la partita, arrivò all’ultimissimo mentre Bruno Gentili che era allo stadio come spettatore venne allertato per sostituire Ciotti. Quando Ciotti arrivò iniziò come se nulla fosse ma al momento di dare le formazioni che non erano ancora arrivate passò la palla a Gentili che per la formazione scozzese inventò all’istante 11 nomi di marche di whisky.

Altre sue due grandi passioni furono il cinema e la musica. Seguì per la radio 45 edizioni del Festival di Sanremo inserendo per primo elementi critici e sferzanti, come quando definì la coppia Minghi -Nava il duo novembre.

Se andate a leggere la voce wikipedia di Massimo Cotto (che commentava con Ciotti) noterete come egli stesso evidenzi tra i suoi Sanremo quelli commentati con Ciotti.
Il Sanremo 67 fu funestato dal suicidio di Luigi Tenco. Ciotti fu il primo a dare la notizia svegliando nel cuore della notte l’allora direttore del Gr Vittorio Chesi che lo mise in contatto con il "notturno dall’Italia".

Chiudiamo questo post col ricordo di Ezio Luzzi, con cui ha condiviso svariate trasferte al seguito della Nazionale di calcio.

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