lunedì 11 marzo 2019

La posta di Tonino Raffa - Puntata 23

#tuttoilcalcioblog
Torna per un'altra puntata la rubrica "La Posta di Tonino Raffa" che permette ai nostri lettori di interagire con una delle voci storiche di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Vi ricordiamo che per poter partecipare, basta inviare la propria domanda a info@tuttoilcalcioblog.it

Il dominio della Juventus è palese. Per lei il campionato è finito? E come giudica i fatti di Madrid? C'è spazio per un recupero?
Sì, campionato finito. Dopo l'esito del match del San Paolo, manca solo la certificazione matematica. I punti di margine sono sedici, un abisso. La Juve è in vantaggio anche negli scontri diretti ed è come avesse un altro punto in più sul Napoli. Sarà l'ottavo scudetto consecutivo, strameritato. Resta invece complicato il cammino in Champions. A Madrid la Juve si è fatta schiacciare, anzi è stata schiacciata dall'Atletico, squadra compatta che rende la vita difficile a chiunque. Poca aggressività, poche ripartenze, personalità carente. Il tallone dì Achille dei bianconeri rimane il centrocampo, un reparto che negli ultimi anni ha perso Pirlo, Vidal e Pogba. Lo stop dei medici per Khedira ha complicato ulteriormente le cose. Quando perdi il duello nel reparto centrale, la difesa non è ben protetta e l'attacco non è alimentato a dovere. Puoi anche avere CR 7, ma nemmeno ai più grandi si possono chiedere miracoli. La rimonta è possibile, tuttavia ci vorrà la migliore Juventus e non è detto che possa bastare. Restando in tema Champions spiace il modo con il quale la Roma è stata eliminata dal Porto ai supplementari. Giallorossi penalizzati dagli errori difensivi e da un arbitro che nel finale non è sembrato impeccabile.

Quanto la sorprende questa Atalanta che fa sognare i suoi tifosi?
Per la Dea si può parlare di sorpresa fino a un certo punto. Chi ben conosce Gasperini ha sempre apprezzato la qualità del suo lavoro e la capacità di valorizzare giovani talenti. Ha vinto un Viareggio con la primavera della Juventus, ma ha fatto benissimo anche a Crotone e a Genova, sponda rossoblù. L'Atalanta sviluppa un gioco brioso ed è in corsa per un posto in Europa e per la finale di Coppa Italia. Difficile chiedere di più.

Se le chiedo di prendere una posizione sul caso Icardi dove si schiera?
Rispondo che sarebbe sbagliato salire sul piedistallo e pretendere di giudicare gli altri. Posso solo esprimere una modesta opinione. Forse Spalletti avrebbe fatto meglio ad affrontare la questione all'interno dello spogliatoio, senza chiamare in causa indirettamente la società per i ritardi nel prolungamento del contratto al giocatore. Così facendo, ha offerto qualche buon titolo ai giornali ma, probabilmente, ha scalfito la sua leadership di fronte alla squadra. Tuttavia, ripeto, è solo una mia impressione. Questo ragionamento non assolve Icardi e la moglie Wanda Nara. In certi casi è meglio il silenzio, senza ricorrere all'uso aggressivo o allusivo dei social. Un po' di sobrietà non guasta mai. Ormai il mondo del web è diventato un tritacarne pazzesco dal quale bisognerebbe stare alla larga. Troppa volgarità, poca educazione, nessun rispetto verso gli altri. Lo ha capito Allegri che, saggiamente, ha preso le distanze e ha detto basta.

Relativamente a questo tema, è rimasto sorpreso dell'addio di Marotta alla Juventus?
Sì. Ho sempre apprezzato la serietà personale e professionale di Marotta e credo che nessuno possa mettere in dubbio le sue competenze, cosa che del resto ha fatto puntualmente la dirigenza della Juventus. Ma anche i matrimoni più solidi possono qualche volta sfociare in un divorzio.

Come vede la nazionale di Mancini?
Il Mancio dovrà lavorare ancora, ma le prospettive sembrano incoraggianti. Come i suoi predecessori, il CT dovrà fare i conti con lo strapotere dei grandi club che continuano ad acquistare stranieri, non investono adeguatamente sui vivai e non vedono di buon occhio la convocazione in nazionale dei loro azzurrabili. Ma c'è una fioritura di talenti da seguire con attenzione : Barella, Chiesa, Zaniolo e qualche altro. Avessimo avuto tanta benzina verde due anni fa, ci saremmo qualificati per il Mondiale di Russia. In più Mancini potrà fronteggiare eventuali emergenze nel breve periodo chiamando qualcuno della vecchia guardia. Avete visto quanto segna Quagliarella e quanto rende un "leone" come Giorgio Chiellini?

Dopo anni radio 1 copre tutte le coppe Europee grazie all'accordo col Napoli. In un periodo di TV a pagamento e pessimo streaming quanto può essere utile la radio?
Era ora che il Napoli tornasse nell'orbita di Radio Rai. Certe scelte a lungo andare penalizzano gli utenti che pagano il canone. La radio non solo è utile ma è ancora un mezzo straordinario. Offre un prodotto di qualità, sa essere imparziale e rende un servizio affidabile. Lo sviluppo incontrollato dell'emittenza commerciale da un lato ha aumentato l'offerta, dall'altro ha fatto nascere una figura sbagliata : quella del giornalista tifoso. Il giornalista non può tifare per nessuna squadra. Il suo racconto deve essere obiettivo, solo così può essere credibile verso i lettori e gli ascoltatori. Spiace che il Napoli sia uscito presto dalla Champions. L'eliminazione ha danneggiato anche gli utenti Rai.

Quest'anno ci sono due squadre calabre in Serie B. Cosa è successo al Crotone? E quanto successo allo stadio del Cosenza è una parentesi o una brutta pagina?
Le due calabresi di B, dovranno pedalare ancora molto per salvarsi. Vanno un po' meglio i rossoblù silani di Piero Braglia. Il Crotone non è riuscito a smaltire le scorie dell'ultima stagione in A, conclusasi con una retrocessione che non avrebbe meritato per il gioco espresso. La società e la piazza hanno sperato a lungo nel ripescaggio per via dell'inchiesta sulle irregolarità amministrative contestate al Chievo, che ha rischiato di finire in B con verdetto a tavolino. E' possibile che la delusione abbia giocato un brutto scherzo al Crotone che ha sbagliato l'approccio al campionato. Quello che è accaduto allo stadio di Cosenza, con la mancata agibilità del terreno di gioco, è roba da dilettanti allo sbaraglio.

Secondo lei il calcio italiano è appetibile all'estero? Io penso che gli imprenditori che hanno investito in squadre come il Bologna o la Roma non siano contentissimi dell'investimento
E' appetibile un po' meno rispetto agli altri tornei. Negli anni ottanta, invece, il nostro era il campionato più bello perché aveva i migliori protagonisti. Bologna e Roma sono città diverse, ma, in entrambe, non sempre è possibile avviare una programmazione di medio periodo. Le pressioni della piazza sono forti e la pazienza del pubblico è poca. Chi investe, si scontra spesso con tante contrarietà.

Alla luce di certe società di B e C in situazione disperata, vedi la storia di Piacenza, ritiene che il nostro pallone sia malato?
Il grido d'allarme lanciato quattro-cinque anni fa è rimasto inascoltato. Un sistema in crisi non può reggere sessanta squadre di Lega Pro. Occorreva varare per tempo riforme dolorose ma imprescindibili : serie A a 18 squadre, B a 20 e terza serie in due gironi invece di tre. Le classifiche sono piene di squadre che hanno subito penalizzazioni. Altre società come Pro Piacenza e Matera sono sparite dai radar e tutto questo ha appannato l'immagine del movimento. Non va bene e sarebbe necessario intervenire subito.




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