sabato 25 gennaio 2020

Cronista-tistiche 2019-2020 (02)

#tuttoilcalcioblog


di Francesco Del Giudice



La conclusione del girone d'andata ci consente di analizzare a bocce ferme, e con una significativa mole di dati a disposizione, le statistiche relative ai radiocronisti in forza alla redazione centrale, impiegati stabilmente in Tutto il calcio. Nel precedente numero avevamo provato a decifrare le linee-guida della redazione centrale fino a novembre, linee-guida che ad oggi non ci sembrano alterate in modo significativo, ma che ovviamente risentiranno degli sviluppi del massimo campionato, finora all'insegna di un certo equilibrio in tutte le zone nevralgiche della classifica. In tal senso il girone di ritorno potrà essere un test per la redazione tutta e in particolare per il suo capo, Filippo Corsini, atteso nell'anno del sessantesimo anniversario al primo vero banco di prova, l'organizzazione di Europei di calcio ed Olimpiadi (i due appuntamenti del 2018, Olimpiadi invernali e Mondiali, non fanno granché testo a causa di fusi orari poco compatibili col palinsesto regolare nel caso della manifestazione a cinque cerchi e dell'assenza dell'Italia nel torneo iridato, al netto delle solite questioni relative al costo dei diritti). Ci occupiamo, in questa sede, delle statistiche del solo campionato di Serie A.


FRANCESCO REPICE. L'andamento del campionato nelle zone di vertice si riflette sulle designazioni del principe dei radiocronisti Rai, fino a novembre inviato essenzialmente al seguito della Juventus, poi dimidiato tra quest'ultima e l'Inter. Il conteggio al giro di boa parla di 10 cronache per i campioni d'inverno, 8 per i milanesi, mentre con la Lazio s'è verificato un solo abbinamento, peraltro di emergenza e solo nell'ultimo turno. Emerge, dall'analisi delle 21 presenze di Repice, una distribuzione molto bilanciata sia per le cronache complessive delle singole squadre, sia per la ripartizione casa/trasferta delle stesse: il cronista calabrese ha seguito gran parte delle compagini di A (14 finora), raccontandone in media, escluse le battistrada, due partite a testa, almeno una delle quali in casa. In quest'ultimo aspetto solo Bisantis ha fatto meglio, ma a risaltare sono i numeri omogenei delle cronache interne pro capite: Repice ha seguito non più di tre volte a domicilio una singola squadra, primato detenuto ex aequo da Juve e Inter. Criteri molto democratici, se vogliamo. Su questo aspetto, in controtendenza rispetto al recente passato, influiscono la calendarizzazione e il cambio di rotta di Corsini, che nello scorso campionato aveva più volte destinato Repice al doppio impiego nello stesso turno, cosa non verificatasi quest'annata, probabilmente anche in ottica Europei. Stadio complessivamente più frequentato il Meazza, come d'abitudine, seppur con minore costanza del passato; seconda piazza per lo Stadium di Torino, città che però eguaglia Milano nel computo delle presenze per luogo. Va ricordato che le cronache in casa Milan e Torino sono legate ai derby cittadini, laddove il peso del fattore campo si riduce. Come già notato nel precedente numero, Repice ha trasmesso meno frequentemente del solito dall'Olimpico capitolino, tre volte; due di queste, ed è con ogni probabilità una prima volta per uno stadio ospitante il massimo campionato, in due giorni consecutivi.


GIUSEPPE BISANTIS. 19 giornate, 30 presenze. Potremmo concludere già solo con questo dato che, in proiezione, porterebbe al raggiungimento di un'incredibile quota 60. Soltanto la Supercoppa giocata di domenica poteva forzare lo Stakanov nostrano a saltare un turno di campionato, evento che non si verificava da tempo immemore. Il quadro delle squadre da seguire è quasi completo (ne mancano tre all'appello), come d'abitudine caratterizzato dalla presenza del radiocronista catanzarese in tutti gli angoli d'Italia: Nord, Centro, Sud e isole, con la curiosa eccezione di Genova, da dove Bisantis non ha ancora trasmesso. Si conferma la tendenza stagionale all'abbinamento con l'Inter, emersa già nelle prime giornate: 7 sono le cronache del club nerazzurro, nell'ambito di un'annata globalmente nel segno di Milano, dato che al secondo posto della classifica bisantisiana si piazza ad una lunghezza il Milan, per un totale di ben 13 radiocronache delle compagini meneghine. Alla luce di questi dati, non sorprende che Bisantis sia, almeno per ora, la voce che più abbiamo ascoltato da San Siro, ma, analogamente a quanto detto per Repice, registriamo una distribuzione equa tra cronache interne ed esterne di Inter e Milan, con leggera prevalenza dei rossoneri nei match casalinghi (4 a 3). I dati di Bisantis, promosso a seconda voce dopo il saluto di Delfino, vanno letti in un'ottica di complementarietà con quelli di Repice, ed infatti il rapporto Juventus/Inter è invertito (10-8 Juve per Repice, 7-4 Inter per Bisantis), tenuto conto che le due hanno giocato ben poco la domenica pomeriggio. Analogie con Repice per l'aspetto geografico, con la conferma dell'asse Milano-Torino già evidente in autunno, e per il numero limitato di cronache della Lazio. Un dato in controtendenza è quello relativo alle presenze dall'Olimpico romanista, più frequenti che in passato. Influisce l'assenza di Delfino, voce di riferimento dalla capitale, che ha lasciato un vuoto colmato in primo luogo per ora proprio da Bisantis.


GIOVANNI SCARAMUZZINO. Nella prima puntata avevamo annotato come questa annata stesse rivelandosi foriera di soddisfazioni per la voce del campo principale della trasmissione, impiegato a partire dallo scorso campionato esclusivamente come primo microfono di Minuto per minuto. Ruolo indubbiamente penalizzante, ma svolto con la consueta professinalità ed entusiasmo dal radiocronista reggino, aiutato anche da una calendarizzazione che, per effetto degli sviluppi del massimo torneo, ha quasi sempre assicurato una partita che vedesse in campo almeno una compagine assestata nelle posizioni di vertice, o comunque medio-alte. L'innalzamento della media gol ha fatto il resto, regalando alla domenica pomeriggio gare incerte e prodighe di spunti tecnici. I numeri testimoniano, per Scaramuzzino, un trend capitolino: 5 cronache a testa per le romane, 5 resoconti dall'Olimpico, bilancio 3-2 per la Roma. Per il resto, ripartizione assai equilibrata, connotata da 3 presenze allo Stadium di Torino, che rendono la Juventus la squadra più seguita dal Nostro in gare casalinghe insieme alla Roma. Trattandosi della capolista, sono numeri che, a dispetto della polverizzazione del calendario, rendono giustizia a Scaramuzzino e al ruolo di prima voce della trasmissione.


MASSIMO BARCHIESI. Uno dei dati più interessanti della prima parte di campionato era quello delle presenze di Barchiesi al San Paolo, nettamente superiori alla media, al punto che l'impianto partenopeo capeggiava la speciale classifica relativa al grande Massimo. Il prosieguo del torneo ha però ristabilito i valori consolidati, con l'Olimpico laziale stadio di riferimento per Barchiesi, benché il forfait in occasione di Lazio-Napoli abbia impedito l'aggancio con lo stadio del capoluogo campano. La promozione del cronista romano a terza voce delle integrali ha coinciso peraltro con l'ascesa della Lazio a terza forza provvisoria del massimo campionato, pertanto il numero delle presenze barchiesiane in casa degli aquilotti è destinato ad aumentare anche in virtù di logiche di classifica. Ad ora il Napoli resta comunque la squadra più seguita insieme al Milan, raccontato per lo più in gare esterne, mentre per il resto della truppa registriamo un numero di presenze più limitato e all'insegna di un'equa distribuzione, particolare distintivo dell'intera squadra titolare di Tutto il calcio. Nel dettaglio, a Barchiesi mancano solo quattro squadre per completare il mosaico della serie A. Delle 20 cronache, solo tre in totale hanno riguardato le prime due in classifica, appena una (in trasferta) la Roma, che Barchiesi pure aveva seguito con maggiore continuità in casa sotto la gestione Corsini. Di fatto, mentre Repice e Bisantis stanno raccontando con continuità Juventus e Inter, Scaramuzzino e Barchiesi si sono per ora divisi le partite della Lazio. Tornando alla graduatoria degli stadi col maggior numero di trasmissioni, alle spalle del San Paolo si registra un terzetto composto a pari merito dall'Olimpico capitolino (penalizzato come detto dalla casella vuota di casa Roma), il Meazza e il Ferraris.


DANIELE FORTUNA. 18 presenze, 17 squadre seguite: questo il bilancio della seconda voce degli azzurri, impiegato con più parsimonia rispetto ai colleghi della redazione centrale, ma presente sui campi di tutt'Italia e inviato al seguito di quasi tutte le compagini che animano la serie A. In un quadro connotato da designazioni molto equamente distribuite, spicca il numero 5 nella casella della Sampdoria, che Fortuna ha seguito peraltro quasi esclusivamente in casa; ne consegue che il Ferraris è di gran lunga lo stadio da cui il cronista romano ha trasmesso più spesso, includendo anche la singola presenza in casa Genoa. Del resto, come segnalato in altre occasioni, il capoluogo ligure ha ospitato Fortuna in postazione già negli anni scorsi con una certa continuità, sia per cronache integrali che per interventi in trasmissione. Poche finora le partire seguite nella capitale, solo una in casa Roma, dato in netta diminuzione, in particolare alla luce della mancanza di cronache da casa Lazio, registrate invece in gare di coppe europee. Annotiamo inoltre la prima corrispondenza da Lecce, avvenuta in occasione del primo Tutto il calcio senza Enzo Del Vecchio collegato dal Via del Mare. 


DIEGO CARMIGNANI. Annata ricca di impegni per l'ex corrispondente dalla Sardegna, penultimo per militanza nella redazione centrale, ma ormai elemento stabile ed affidabile sia in trasmissione che nelle sempre più numerose integrali. Ben 24 le cronache della sola serie A, statistica che fa di Carmignani il secondo per numero di presenze, alle spalle dell'inarrivabile Bisantis. Si conferma saldo il legame con Cagliari, da dove il buon Diego s'è collegato ben 7 volte, sulle 10 partite interne giocate dai sardi. A tal proposito ribadiamo che quello tra Carmignani e Cagliari è di fatto l'unico abbinamento cronista-città che prescinde le dinamiche di classifica, sulla scorta delle designazioni di Raffa successive alla promozione di quest'ultimo alla sede centrale. Quando non inviato sull'isola, Carmignani è in giro per l'Italia, prevalentemente destinazione Emilia (6 presenze da tutte le 4 città di questa regione che ospitano il massimo campionato), ma al di là dell'aspetto geografico, è curioso l'alta frequenza di cronache della Spal, ben 6, in maggioranza esterne. Un asse Ovest-Est tra rossoblu e biancazzurri sta quindi caratterizzando la stagione del Nostro, che, tornando al dato spaziale, al di là di Cagliari non è stato inviato più di due volte in uno stesso stadio, coprendo la quasi totalità delle squadre (17).


MASSIMILIANO GRAZIANI. Confermato il trend di inizio stagione per Graziani, il cui impiego in cronaca è nettamente diminuito: 10 presenze in A, di fatto una ogni due giornate, e anche allargando lo sguardo ad altre competizioni la tendenza non si inverte. Il dato va interpretato con la scelta di Corsini di affidare con maggior frequenza la conduzione di Tutto il calcio al nostro Massimiliano, a tutti gli effetti viceconduttore dell'appuntamento del sabato, essendo la domenica prerogativa per ora assoluta di Corsini. Graziani ha peraltro condotto anche le puntate andate in onda nel periodo festivo. Distribuzione delle cronache per squadra quanto mai parcellizzata: nessuna formazione seguita in più di due occasioni, il che ha consentito a Graziani di commentare un numero di squadre molto alto, 14, in relazione alle dieci presenze di cui sopra. Di queste, Bologna, Spal e Verona seguite in entrambe le occasioni in casa. Da segnalare altresì che Graziani ha trasmesso da tutti e quattro i campi emiliani. 


MANUEL CODIGNONI. Il dilatarsi della stagione di F1 ha inevitabilmente ridotto gli spazi calcistici per l'ex tgr Trentino, talvolta impiegato anche nel basket. Ne consegue un numero di cronache più contenuto, ma neanche tanto, rispetto a quasi tutti i colleghi: 17, tre delle quali da seconda voce. Rimarchiamo le prime corrispondenze in qualità di prima voce da San Siro, entrambe in casa Milan, entrambe in Tutto il calcio, entrambe chiuse beffardamente senza reti. Metà delle radiocronache sono localizzate in Lombardia, prevalentemente a Brescia, la città più frequentata insieme a Parma. Codignoni è l'unico dei titolari a non aver mai raccontato una partita di A dal Centro-Sud (lo ha fatto però in B). Delle tre presenze da secondo, due hanno visto il cronista umbro affiancare Barchiesi, una Fortuna. Come ricordato nello scorso numero, a differenza del passato si è verificata in sporadiche occasioni la “doppia” calcio-F1, scelta indotta dai numerosi posticipi del lunedì e dal numero sempre maggiore di GP seguiti da studio.


CRISTIANO PICCINELLI. Terminata la rapida fase di rodaggio, l'ultimo arrivato in ordine cronologico s'è guadagnato i galloni da titolare, seppur con modalità di impiego diverse, dettate da logiche di gerarchie: il cronista toscano s'è diviso tra serie A e B, totalizzando 16 presenze in massima serie, una delle quali da secondo, al fianco di Bisantis, e 15 in cadetteria. Soffermandoci sulle prime, annotiamo la prevalenza nel numero di cronache di due pericolanti, Lecce e Sassuolo, coi primi davanti 6 a 5 grazie al plus della gara seguita da secondo. Molto equilibrio per il resto, all'insegna dell'uniformità anche geografica; segnaliamo, tra i debutti, quelli da Firenze e da Torino, la città, quest'ultima, da dove Piccinelli ha più volte corrisposto insieme a Genova. Tutte le tre cronache dal capoluogo sabaudo sono state effettuate in casa Toro, per cui quella granata è ad oggi la squadra più seguita in gare interne da Piccinelli, che all'attivo ha anche una classica del nostro calcio, Fiorentina-Roma, la designazione indubbiamente più prestigiosa della sua annata.



*La gara interna dell'Atalanta seguita da Bisantis è stata giocata a Parma; delle due seguite da Scaramuzzino una s'è disputata a Parma, l'altra a Bergamo.

Il segno / separa le cronache effettuate in qualità di prima voce da quelle da seconda voce. Nel caso di Codignoni non vi sono state cronache da prima voce.

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