sabato 19 dicembre 2009

Aspettando Sud Africa 2010: Spagna '82 (I parte)

Cari lettori, con il nostro viaggio nella storia dei Mondiali di calcio, siamo giunti all'edizione del 1982 che si svolse in Spagna e che vide trionfare l'Italia per la terza volta nella competizione. Per completezza di informazioni divideremo in due parti la trattazione. In questa prima parte ci concentreremo sul cammino verso il mondiale. Nella seconda parte invece rivisiteremo i risultati del torneo.

La dodicesima edizione della manifestazione si svolse dal 13 Giugno all'11 Luglio. Le città che ospitarono le partite furono: Alicante, Barcellona, Bilbao, Elche, Gijon, La Coruna, Madrid, Malaga, Oviedo, Saragozza, Siviglia, Valencia, Valladolid, Vico. Gli stadi impegnati furono ben 17.

Il numero delle squadre partecipanti fu aumentato da 16 a 24. Il formato del torneo rimase inalterato con una prima fase con 6 gironi da 4 squadre ciascuno. Le prime due classificate poi accedevano alla seconda fase con 4 gironi da 3 squadre ciascuno. Le prime di ogni girone si sarebbero qualificate alle semifinali che si svolsero secondo il classico scontro secco.

Qualificazioni: dal punto di vista della qualità del gioco espresso e del livello dei suoi protagonisti, nonché del numero di Nazionali di vertice presenti, fu probabilmente il torneo calcistico che mise in scena il miglior mix tra tecnica e spettacolo mai espressi fino ad allora, e forse anche in tempi successivi.

Uno dei fattori che contribuirono senza dubbio a creare questa felice combinazione fu l'allargamento a delle squadre partecipanti alla fase finale a ventiquattro; soluzione che, seppure discutibile sul piano organizzativo e illogica sul piano pratico (i gironi a tre del secondo turno erano inevitabilmente formati due da una prima classificata e due seconde e due da due prime e una seconda, creando evidenti squilibri quantomeno meritocratici) permise tuttavia a ben quattordici squadre europee, tra cui tutte quelle di vertice all'epoca, di partecipare al torneo, cosa che, con la vecchia formula a sedici squadre, era di fatto impedita dalla limitazione per continente. Nelle edizioni successive a ventiquattro squadre (Mexico '86, Italia '90 ed Usa '94) tali gironcini non saranno più presenti, ma si procederà con l'eliminazione diretta a partire dagli ottavi di finale, qualificandosi alla seconda fase le prime due classificate di ciascun gruppo più le migliori quattro terze (anche in questo caso si creerà un inconveniente, consistente nel fatto che saranno giocate, nella prima fase, trentasei partite per eliminare solamente otto squadre.

L'edizione spagnola del Campionato del Mondo si segnala anche per essere stata la prima a ospitare tutti e cinque i continenti e tutt'e sei le Confederazioni: avverrà di nuovo solamente in Germania nel 2006 (anche se nel 2006,all'atto della fase finale, l'Australia, che aveva giocato le qualificazioni come affiliata OFC, era già passata sotto l'egida AFC) e in entrambi i casi si laureò campione del mondo la nazionale italiana. Oltre alle quattordici squadre europee ( Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania Ovest, Inghilterra, Irlanda del Nord, Italia, Jugoslavia, Polonia, Scozia, Spagna, Ungheria e Urss), ai nastri di partenza si allinearono anche due africane (Algeria e Camerun, che curiosamente toccarono in sorte a quelle che sarebbero divenute le due finaliste del torneo), quattro sudamericane (oltre all' Argentina, campione uscente, il sempre presente Brasile, il redivivo Cile ed il Perù, da qualche edizione ospite fisso del Mondiale), due centro-americane (le sorprese El Salvador ed Honduras), un'asiatica (il pittoresco Kuwait, per motivi che vedremo più avanti) e, per la seconda volta, un'oceanica (la Nuova Zelanda, al suo debutto assoluto, che nel Dicembre del 1981 aveva vinto lo spareggio di qualificazione contro la Cina, avendo terminato entrambe a pari punti al secondo posto del girone finale misto asiatico-oceanico).

La Spagna venne scelta il 6 luglio 1966 dalla FIFA come sede del torneo, ben sedici anni prima della manifestazione, in quanto in quell'occasione, per una serie di circostanze, furono scelte le sedi dei mondiali del 1974, del 1978 e del 1982. All'epoca la Spagna si candidò insieme alla Germania Ovest sia per l'edizione del 1974 che per quella del 1982, successivamente, grazie ad un accordo tra i due paesi per ottenere ciascuna una edizione, gli spagnoli si ritirarono dalla corsa per i mondiali del '74 e i tedeschi da quella per i mondiali del '82. Il Paese iberico, con l'organizzazione del torneo, voleva lasciarsi alle spalle la triste esperienza di quarant'anni di Franchismo (il Caudillo era morto nel 1975 e la Spagna era tornata alla democrazia sotto la guida di re Juan Carlos, fino ad allora in esilio e desideroso, una volta tornato sul trono, di far riguadagnare al proprio Paese il tempo perduto durante la dittatura). Il clima politico in cui si svolsero quei Campionati era abbastanza disteso, nonostante un tentativo di colpo di stato perpetrato dal colonello Tejero circa un anno prima, tentativo abortito sul nascere e che provocò l'ilarità della stampa britannica circa la proverbiale inaffidabilità dei Paesi latini. A riscaldare maggiormente il clima era, semmai, lo stato d'assedio da poco instaurato (Dicembre 1981) da Jaruzelski in Polonia per evitare l'invasione sovietica e soprattutto il fresco (Aprile 1982) conflitto tra inglesi e argentini a causa delle Isola Falkland che, nato per iniziativa della dittatura sudamericana in declino, vide compattare intorno alle due contendenti il rispettivo orgoglio nazionale e fu vissuto dagli argentini come un'umiliazione, vista la sconfitta militare e che stava per condurre a una rottura dei rapporti diplomatici tra i due Paesi e al boicottaggio del Campionato del Mondo. Il buon senso ebbe la meglio e - almeno per una volta - lo sport poté essere tenuto fuori dalle questioni politiche.

Il cammino verso il campionato del mondo: La novità più grossa, come detto, fu costituita dall'aumento delle partecipanti europee, cosa che permise di avere presenti al torneo tutte le migliori nazionali del mondo e gli interpreti migliori del calcio di quel tempo. Fuori dalla lotta di qualificazione la Spagna perché Paese ospitante, l' Inghilterra arrivò al mondiale assieme all' Ungheria, nonostante una sconfitta contro la Norvegia. Scozia e Irlanda del Nord fecero nel loro girone di qualificazione vittime illustri come Svezia e Portogallo. La Polonia (già terza a Germania '74) andò a battere, nei giorni dello stato d'assedio, la Germania Est a Berlino, qualificandosi a sue spese. Anche la Germania Ovest (campione del mondo nel 1974 e campione d'Europa in carica) e l'Austria si qualificarono assieme nel proprio girone, mentre Francia e Belgio eliminarono Olanda ed Irlanda. Qualificazione senza problemi per l'URSS e la Cecoslovacchia. L'Italia, autrice di un ottimo inizio (quattro vittorie per 2-0 nel proprio girone di qualificazione contro, nell'ordine, Grecia, Danimarca, Lussemburgo e Jugoslavia), si qualificò proprio con quest'ultima con una giornata d'anticipo. L'andamento complessivo degli azzurri però suscitò più di una perplessità, come lo suscitò lo scialbo 1-1 di Torino contro la Grecia che permise alla Nazionale italiana di qualificarsi.

Quanto al Sudamerica, nessuna sorpresa per Brasile, Perù e Cile, mentre l'Argentina, campione in carica, era qualificata di diritto al pari della spagna ospitante. Novità vennero dal resto del mondo: in Asia il Kuwait ottenne la sua prima (e finora unica) partecipazione ai Mondiali; dalla CONCACAF provennero El Salvador e Honduras (esordiente assoluta), qualificatesi a spese del colosso dell'area, il Messico. Altre due matricole provenirono dall' Africa (Algeria e Camerun) e dall' Oceania (Nuova Zelanda) che espresse per la seconda volta (dopo l'Australia nel 1974) una propria squadra alla fase finale dei Mondiali.

I calciatori: Ricca la parata di stelle che il Campionato del Mondo 1982 mise in mostra: per rimanere all'Europa, la Francia schierava Michel Platini e Jean Tigana, l'URSS l'ex Pallone d'Oro Oleg Blochin, la Germania Ovest "Kalle" Rumenigge, Hansi Muller e Pierre Littbarski. La Polonia schierava, oltre ai collaudati Grzegorz Lato e Wladyslaw Zmuda, anche la stella internazionale Zbigniew Boniek, fresco di ingaggio da parte della Juventus insieme a Platini. Senza sorprese il panorama calcistico africano. Eccezion fatta per l'algerino Rabah Madjer e la curiosità costituita dal camerunense Roger Milla (del quale nessuno è mai riuscito a capire l'esatta data di nascita), i grossi nomi a fare da contraltare ai campioni europei provenivano come di consuetudine dal Sudamerica: la stella peruviana Julio Cesar Uribe, i brasiliani Zico, Toninho Cerezo, Junior, Falcao, e, su di tutti, l'argentino Diego Armando Maradona.

Interessanti i collettivi: per tacere di quello tedesco, proverbialmente coriaceo anche in momenti di scarsa vena dei suoi interpreti, si mettevano in luce quello polacco (che aveva dato prova di solidità), quello sovietico (ricco di entusiasmo ma da valutare sul piano della fantasia e del temperamento), quello francese (i cui giocatori erano definiti i Brasiliani d'Europa, anche sul piano difensivo), quello inglese (i cui giocatori provenivano da squadre che negli ultimi cinque anni avevano fatto il pieno nelle Coppe europee (Liverpool, Nottingham Forest ed Aston Villa) e quello brasiliano (che vantava una parata di stelle e che era esplicitamente candidato alla vittoria finale). Rimaneva quello italiano che, sebbene non avesse dimostrato ancora appieno quanto valesse, veniva pur sempre da un ottimo quarto posto ai precedenti campionati in Argentina, con la soddisfazione - per giunta - di essere stato l'unico ad aver battuto la squadra di casa. Inoltre l'ossatura era quella della Juventus di Giovanni Trapattoni integrata da ottime individualità come Giancarlo Antognoni, Francesco Graziani, Gabriele Oriali, Fulvio Collovati ( ancorché reduce da una retrocessione in serie B del Milan in cui aveva militato ) e soprattutto il funambolo nettunense Bruno Conti, che la sorte strappò al baseball per lasciarlo al calcio.

Cari amici, per il momento ci fermiamo qui. Appuntamento a Sabato 9 Gennaio 2010 per la seconda parte dedicata al racconto del mondiale in Spagna del 1982 che vedrà trionfare l'Italia di Bearzot. A tutti Voi lettori, l' augurio di un Sereno Natale e di un Felice Anno Nuovo!!!!

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