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Il Palinsesto sportivo di Radio1Rai

MARTEDI' 21 MAGGIO 2024
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mercoledì 24 febbraio 2010

Un passo nella storia - Episodio 12

Tra il 1993 e il 1994 ci furono grandi novità a Radiorai. Per prima cosa, l'unificazione di Gr1, Gr2 e Gr3 in un grande canale all news sotto la direzione di Livio Zanetti, che portò alla creazione di un'unica redazione sportiva. Poi la nascita di "Quelli che il calcio", che per la prima volta portò sugli schermi degli italiani le voci più popolari, non senza qualche titubanza iniziale da parte dei radiocronisti. Proprio il tentativo di Marino Bartoletti, allora direttore della Tgs e braccio destro di Fabio Fazio nel programma domenicale, di ampliare l'uso dei radiocronisti di Tutto il calcio in tv, provocò un certo mal di pancia al Gr nell'estate 1995, come testimonia l'articolo di Gianfranco Coppola che vi propongo, uscito sul Guerin Sportivo del 21 maggio 1995.

Good Morning, Saxa Rubra. A loro modo, stanno in guerra "Quelli che la radio". E sbaglia chi pensa di poterli usare come pedalini, rivoltandoli a piacimento. La Rete Tre, per l'intuito di Marino Bartoletti, direttore della Tgs, ne sfrutta il mitico ruolo grazie al videotelefono per "Quelli che il calcio" e ora ha anche l'intenzione di andare oltre, organizzando un "Quelli che dopo" con il contributo dei radiocronisti. Ma sarà battaglia.

PROCESSO. A parte che finora i radiocronisti non hanno visto una lira in più in busta-paga per la proposta (indecente o meno è questione di punti di vista) subita, c'è da dire che la direzione del Giornale Radio, su iniziativa dello Sport, ha deciso di organizzare un processo ai quattro incontri più importanti che prenderà il posto di Domenica Sport, subito dopo la fine delle partite. Siccome i radiocronisti sono bravi ma non hanno il dono dell'ubiquità, non potranno stare di qua e di là. E allora è questione di scelte. Di vita e di persone. La gente, i soldati della Radio li identifica solo se li sente parlare. "Ma lei è quello della partita?" si sente domandare spesso Riccardo Cucchi, l'erede di Sandro Ciotti, prossima "prima voce" di Tutto il calcio minuto per minuto, uno che un po' di Tv l'ha fatta prima alla sede regionale di Campobasso e poi nell'arco della breve parentesi alla Tgs, che forse per qualcuno è ancora un'isola paradisiaca come l'atollo della Muratti nei Caraibi, ma per tanti è come la Cayenna. Per informazioni, rivolgersi a quelli che la radio la amano davvero tanto e ai giornalisti sportivi del Tg1 che, pochi ma buoni, lottano disperatamente per non essere intruppati nel girone dantesco dell'inferno-Tgs.

RIBALTONE. La palazzina del Giornale Radio, diretto da Claudio Angelini, uno che è nato radiocronista (il primo amore non si scorda mai, evidentemente), è nel quartiere di Saxa Rubra, che solo perché ha il trenino e la vernice fresca non somiglia al quartiere dormitorio di Secondigliano a Napoli, e al secondo piano c'è la redazione sportiva, fresca di un ribaltone. Assegnato alla Segreteria di Redazione non senza malcontento dell'interessato, l'ex capo della truppa Dario Brugnoli, il nuovo comandante, e non più dunque solo responsabile per i radiocronisti, è Luigi Coppola, 51 anni, nato in Sardegna, per l'esattezza a Santa Teresa di Gallura, esperienze professionali in Calabria e a Cagliari, passato dalla carta stampata alla radio prima di diventare il comandante di un esercito che, se ci crede, dovrà lottare duramente. Col consenso e l'affetto della gente, come sempre, più di sempre.

COBRA. Luigi Coppola per i nemici è il "cobra", che in fondo non è neanche un'offesa feroce, perché si tratta di un animale che ha un fascino irresistibile, frutto di astuzia e cattiveria accoppiate a un'innegabile bellezza e a un aspetto unico, irripetibile. Ma per gli amici è sicuramente una specie di comandante Schwarkopf, impegnato nel RadioSchield, lo scudo per la radio. "Io non sono neanche sicuro che l'anno prossimo, alle stesse condizioni delle precedenti stagioni, i radiocronisti si lasceranno utilizzare per la trasmissione "Quelli che il calcio". Sembrano dei robot, in quel mega-screen. Alla radio questo contributo non ha portato vantaggi, arrivo persino a pensare che una trasmissione che fa anche quattro milioni di spettattori ne porti via a "Tutto il calcio"; soldi zero, ma non è questione di denaro. A me che nei titoli di coda esca "con la collaborazione di Luigi Coppola" non me ne può fregare di meno, come si dice a Roma. Che Bartoletti abbia intenzione di fare "Quelli che dopo" l'ho appreso solo dai giornali. Il nostro direttore, Angelini, è uno che non si lascia passare le cose sotto il naso. Vedremo". Oltre al dopo partita, la radio modificherà anche il prima. Un'ora prima delle partite andrà in onda "Tribuna stampa", collegamenti dai vari campi con giornalisti e giocatori. Seguirà l'ormai irrinunciabile "Tutto il calcio" seguito dal processo. Si riprenderà con la nuova "Domenica Sport" per le altre discipline a Tuttobasket, condotto da Gianni De Cleva, approdato alla radio dalla Tv. La seconda parte di "Domenica Sport" alle 19 condurrà alla radiocronaca del posticipo.

MOSTRI. Guerra santa, dunque, ma è battaglia anche dentro. I mostri sacri sono ormai tutti in pensione, compreso Sandro Ciotti che Coppola ha sempre cercato di smitizzare, "per far sì che i Cucchi e i Gentili e i Forma non diventino come Provenzali, che ha raggiunto un'età veneranda aspettando che Ameri e Ciotti e prima ancora Ferretti decidessero di prendere altre strade. Così è diventato troppo grande per essere ancora numero tre e fortuna ha voluto che Roberto Bortoluzzi sia andato in pensione, altrimenti diventava mortificante... mortificare Alfredo. Ciotti ai Mondiali è andato come collaboratore, ma le prime partite dell'Italia le ha fatte Cucchi. C'è andato anche Tonino Raffa (della sede Rai di Cosenza, prossimo al distacco a Roma), che i capi avevano escluso. Così io me ne sono rimasto a Roma e ho potuto seguire le operazioni da lontano anche grazie allo scrupolo di tutti e alla fattiva collaborazione di Ezio Luzzi, che s'è impegnato in un ruolo non suo: quello del coordinatore. Comunque, la prossima stagione la squadra sarà composta da Cucchi, Gentili e Forma (che si divideranno i posticipi e i secondi campi), Delfino, Orlando, Raffa, Foglianese e gli altri delle sedi. Io credo di avere una grande squadra, e credo nel mio programma". Come dire, chi mi ama mi segua. E chi no se ne vada. E subito.

CASO. Stava per scoppiare un caso, all'indomani della recentissima nomina di Coppola, quando i radiocronisti si sono ritrovati nel programma dei turni di lavoro coi colleghi della "Line", ma Angelini ha risolto il problema dicendo: "Non sarò certo io il direttore che passerà alla storia per aver chiuso la redazione radiocronisti". Applausi, e tutto è tornato tranquillo. Non per Coppola, che deve respingere l'insistente assalto di Bartoletti che ha intenzione di portare le sei voci di Tutto il calcio nell'organico della Tgs, con qualifiche e guadagni superiori e con la prospettiva, per qualcuno lusinghiera, di diventare anche un volto noto. Alla Tgs ci sono sei caselle vuote, riservate a Cucchi, Gentili, Forma, Delfino, Orlando e Luzzi. "Davvero? A me non risulta. Ma se scopro qualcosa di losco che coinvolge i miei mi arrabbio di brutto" minaccia Coppola, che essendo nato e cresciuto tra Calabria e Sardegna, della questione d'onore fa un problema di vita e di morte. Alla Tgs, però, suona un'altra campana: i radiocronisti, assicurano le gole profonde di Saxa Rubra, sono ben contenti di passare alla Testata di Bartoletti e addirittura c'è chi li dipinge entusiasti non solo dell'esperienza televisiva di Quelli che il calcio, ma pure della prospettiva di prolungarla. Qualcuno si sarbebe persino messo in coda per non perdere l'occasione. Questione di punti di vista, evidentemente. Loro, Quelli che la Radio, glissano, dicono di non volersi immischiare.

VOCE. "Io ho scelto la radio per amore. Ricorderai che facevo l'atletica in Tv" si raccomanda Riccardo Cucchi, 42 anni, professionista di sane letture. "Io sto qui da una vita, che cosa vuoi che ti dica" dice per non dire Bruno Gentili. Sta alla classica finestra, nel senso che s'affaccia un attimo prima di andare in sala montaggio, l'istancabile Ezio Luzzi, la voce della B, che non si cura delle critiche che riceve in pubblico e in privato per le sue irruzioni urlate.

GUERRA. Luzzi è un'istituzione e come tale lo considera il giovane vicedirettore Sandro Testi, uno dei sei assistenti di Angelini (gli altri sono De Martino, Gigotti, De Strobel, Signoretti e Valentini) che ha tra gli altri compiti anche la supervisione della redazione sportiva. Quando Testi entrò in Rai aveva i calzoni corti, ed Ezione (o zio Angelino) era già un personaggio. Good Morning, Radio. Fate la vostra guerra, cari amici. Contro gli altri. E, questa è la vita, anche tra di voi. Ma se il diavolo Tgs manda a vuoto il forchettone, allora sì che ne vedremo delle belle. Anzi, le sentiremo...
Gianfranco Coppola

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