mercoledì 26 gennaio 2011

Un passo nella storia - Episodio 44

di Roberto Pelucchi
Nel 2007 venne emesso un francobollo del valore di 65 centesimi per ricordare il centenario della nascita del radiocronista palermitano Nicolò Carosio. In quell'occasione il figlio Paolo disse che il padre era “stato dimenticato da tutti. Persino al suo funerale non mi ricordo della presenza di colleghi o personalità di spicco. Se non sbaglio è intervenuto solo il sindaco di Milano''. Paolo Carosio affidò a “Sistemiamoci Stadio”, il periodico free press in distribuzione allo stadio Barbera, il proprio sfogo: “Contro papà c'è sempre stata una sorta di congiura del silenzio. Probabilmente era una persona che dava fastidio. Forse per troppo tempo ha impedito agli altri di crescere. Nessuno lo chiamava, ma a lui importava solo della gente, che non ho ha mai dimenticato”. E sul francobollo, che raffigurava Carosio con un microfono sullo sfondo di un campo di calcio, il figlio Paolo disse: “E' una grande rivalsa dopo anni di silenzio. Non capita a molti di finire su un francobollo. Neanche a chi pensa di essere un grande”. Nel nostro piccolo, abbiamo tenuto sempre vivo il ricordo di Carosio e lo facciamo anche oggi, riproponendo due articoli curiosi usciti sulla Stampa nel 1956 e 1960, che dimostrano la dimensione popolare assunta dal radio-telecronista.

Carosio ha trasmesso malgrado una frattura
Nicolò Carosio, il popolare radiocronista di tante partite di calcio, è stato sottoposto ieri a Milano ad esame radiografico, in quanto lamentava dolore al costato in seguito ad una caduta allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro, prima dell'incontro Brasile-Italia. L'esito del controllo è stato: frattura di una costa al lato inferiore destro del costato, e forte contusione al ginocchio destro. Nicolò Carosio, nonostante il non lieve infortunio, ha trasmesso con la consueta vivacità l'incontro fra brasiliani e italiani. Carosio e il più noto radiocronista sportivo d'Italia. E' nato a Palermo nel 1907 ed è laureato in legge; ha trasmesso per radio la prima partita di calcio nel 1933, e da allora ha già “raccontato” agli sportivi oltre centosettanta incontri della nazionale italiana.

Carosio denunciato per calci a un cane lupo
L'incidente di cui rimase vittima tempo fa il popolare radiocronista Nicolò Carosio, assalito e morso da un cane pastore tedesco mentre riponeva la sua auto nel garage di via Roentgen 4, avrà un insolito strascico giudiziario. Il comando del gruppo guardie zoofile volontarie dell'Ente nazionale protezione animali di Milano ha denunciato Nicolò Carosio alla Procura della Repubblica, in base all'art. 727 del codice penale, per maltrattamento di animali. Per questo reato il codice prevede una ammenda da 8 a 24 mila lire. Nella denuncia è detto che Nicolò Carosio la sera del 27 giugno scorso nell'uscire dal garage vide un cane che stava mangiando un osso. Il radiocronista si avvicinò alla bestiola per farle forse una carezza, ma essa reagì con un morso e Carosio dovette ricorrere alle cure della guardia medica per una leggera ferita al pollice della mano destra. Lo scontro tra uomo e cane, secondo la denuncia, ebbe un seguito, in quanto Carosio, dopo la medicazione, sarebbe tornato al garage per dare una lezione alla bestia. Ma di nuovo il pastore tedesco gli si avventò contro, morsicandolo al polpaccio. A sua volta il cane ricevette alcuni calci che, come potè constatare un veterinario, gli provocarono ecchimosi e la frattura del bacino. Da ciò la denuncia alla Procura della Repubblica. Non è da escludere ora che lo stesso Carosio possa denunciare il proprietario dell'animale per le lesioni subite. Sulla vicenda dovrà quindi pronunciarsi il magistrato che convocherà le due parti per sapere esattamente come andarono i fatti.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Bel caratterino, non c'è che dire. E forse è per quello che in redazione non era particolarmente ben visto..

Claudio

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