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giovedì 19 maggio 2011

Come passare da Caravaggio ad un imbianchino (cit.)

di Marco D'Alessandro - Il trauma calcistico per antonomasia di quest'annata è stato senza ombra di dubbio vissuto dai tifosi della Sampdoria. Sarà serie cadetta nella stagione che verrà, per una società che nel suo Palmares può vantare uno scudetto nel 1991, una Coppa delle Coppe, 4 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana. Oltre alla finale di Champions League nel 1992, persa in una maledetta notte di Wembley con una punizione di Rambo Koeman ai tempi supplementari.
Un'annata così agonizzante non la si augurerebbe nemmeno al peggiore dei nemici. Chissà poi se vissuta attaccata alla radiolina. Un'annata di disdette che parte col sogno del preliminare di Coppa dei Campioni, che partiva con un "gooool" del vantaggio annullato a Brema in un'andata che finì 3-1 per il Werder, con Pazzini che teneva ancora vive le speranze e con Emanuele Dotto che criticava in diretta la prestazione di Antonio Cassano. Vai poi a pensare che..
"Cuore caldo e testa fredda" fu l'approccio al ritorno di Marassi: 3-0 per la squadra allenata da Di Carlo, tutti in piedi per i meravigliosi gol di Pazzini e Cassano: "Abbiamo urlato un pò, ma qui a Genova ci teniamo al prezzo del biglietto", disse un Emanuele Dotto in estasi, che addirittura cominciava a urlare ai gol anche quando non c'erano:"Gooooo... eh, per poco!". Sembrava tutto bello e tutto pronto per una meravigliosa qualificazione al tabellone principale anche per una quarta squadra italiana, ma la prima beffa glaciale arrivò, poco dopo aver "ricordato che dopo il fischio finale, tornerà Suoni d'Estate". 3-1, supplementari, poi l'inopinato 3-2 e "grazie comunque alla Sampdoria" (Tarcisio Mazzeo).
Niente più Champions, così come niente più Europa League, eliminati dal Psv: un bel debutto in Olanda seguito da Giovanni Scaramuzzino, ma con un 1-1 subito ancora nel finale. Uno "straordinario gooooool" di Pazzini per il vantaggio nella decisiva sfida del ritorno, ma tra pali colpiti, espulsioni "ottuse che te le vai a cercare" e la rimonta firmata Toivonen del "Sipario sull'Europa League" (Dotto).
Passavano i mesi, arrivava il mercato di Gennaio, Cassano manda il presidente Garrone a cavalcare un mulo, Pazzini veste nerazzurro, il tecnico Di Carlo traballa. La stagione andava a ridimensionarsi pesantemente e si arriva a Marzo con la paura ed il terrore.
C'è una radiocronaca ed una partita che lanciò definitivamente l'allarme rosso di una squadra in caduta libera: Sampdoria-Cesena 2-3, 6 marzo 2011, un anticipo di mezzogiorno per un Samp da dieta di pane ed acqua. E Dotto lo disse:"Per la Samp è come passare da Caravaggio ad un imbianchino".

La Doria vivacchia col fiato sospeso fino all'8 Maggio, la domenica sera del Derby della Lanterna Genoa-Samp alla terz'ultima giornata e il dolce alito della Macaia. Un derby raccontato non da due voci storiche di Marassi, causa Giro d'Italia che tiene lontani Emanuele Dotto e Tarcisio Mazzeo: così come all'andata, quando la partita fu recuperata a Febbraio e raccontata da Giovanni Scaramuzzino. Ci si ricorderà di Francesco Repice e Massimo Barchiesi che raccontarono il derby di una sentenza crudele: Samp bocciata al minuto 96 con un gol "spettacoloso" di Boselli, urlatissimo da Repice, all'ultimo respiro per la disperazione delle file sampdoriane di un finale drammatico. Il Genoa vince il Derby e forse manda in B la Samp. All'ultima azione, all'ultimo secondo, all'ultimo respiro. E altro che serena notte. E chissà come si rialzerà la Sampdoria. E chissà quando sarà il prossimo derby di Genova. A noi, da neutrali, spiacerà molto non vederlo e non ascoltarlo.

No, non si può rialzare. I 90 minuti successivi, quelli della domenica appena trascorsa, sanciscono definitivamente la retrocessione blucerchiata. La voce di quest'onere è Livio Forma, per Sampdoria-Palermo 1-2. "Sampdoria in vantaggio" per un gol prima convalidato, poi annullato, poi riconvalidato, poi riannullato definitivamente per tirare una coltellata ulteriore allo sfortunato ascoltatore sampdoriano che poi si becca anche il primo vantaggio rosanero di Miccoli in diretta. Arrivava il pareggio con la prima rete di Biabiany in blucerchiato. Sull'1-1 la voce di Ugo Russo da Cesena viene disturbata da un mezzo boato da Marassi:"Avrei voluto intervenire, ma ancora una volta gol annullato allo sfortunatissimo Pozzi". Sembra non finire mai, ma la sentenza definitiva arriva con il contropiede micidiale e i tre passaggi che portano Pinilla al nuovo vantaggio del Palermo per la nuova disperazione dei tifosi sampdoriani. Finisce e per davvero, con la grande voce storica di Livio Forma che sancisce la retrocessione di un pezzo grosso del nostro campionato come la Sampdoria. Finisce con quel gesto così umano da parte di Angelo Palombo, il capitano della squadra. L'immagine di un vero capitano, di un vero uomo che ha perso e che nella maniera più onesta e umana possibile, chiede scusa. Un gesto che ha colpito molto.

Auguriamo, di cuore, al glorioso club genovese un pronto riscatto ed un pronto ritorno nella massima Serie, dopo una stagione così terribile e così sofferente. Non era nostra intenzione, ovviamente, affondare il coltello nella piaga.

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