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martedì 14 giugno 2011

Delfino rainmaster in Canada

di Marco D'Alessandro - E' partito dentro un Giornale Radio ed è arrivato facendone slittare un altro, quello delle 23: stiamo parlando del già epico Gran Premio del Canada corso sul semicittadino di Montreal. E' scattato (si fa per dire, vista l'onnipresenza della Safety Car cantata anche da Fiorello) un'ora e tre quarti prima del playoff di B tra Novara e Padova, è arrivato poco meno di tre quarti d'ora dopo il fischio finale che ha riconsegnato i piremontesi dalla A. E nel mentre (e nel dopo) la squadra di Tesser passava da una serie calcistica all'altra, le emozioni della Formula 1 sono state ricche, di pari passo con l'inizio di un Mondiale che, si, ha un suo dominatore incontrastato (Vettel), ma non si può certo dire che stia offrendo gare noiose. Tutt'altro. E la voce rombante di Giulio Delfino si sta dimostrando un ottimo narratore, dopo l'incredibile ma illusoria partenza dello 007 Alonso in Catalunya, dopo il pazzesco finale a tre per la testa di Montecarlo.
Il Canada dice di una Ferrari anche sfortunata, martellata da Giove Pluvio al momento buono. Il Canada vede il primo inciampo dell'infallibile macchina da vittoria chiamata Vettel, che cappella a pochi metri dal traguardo e cede la vittoria a quel Button che circa due ore prima era a fondo del gruppo. "Vettel si gira! Ecco cosa significa la pressione! E Button gode come un matto!". Dopo due ore in cui abbiamo rischiato di addormentarci, Delfino Dixit. Ha centrato perfettamente lo stato d'animo dello spettatore appassionato ed irriducibile che le due ore di stop le ha sorbite ed è stato ripagato con uno spettacolo finale da tramandare ai posteri. Da godere, appunto.
Ma a nostro modesto avviso l'emozione più profonda della corsa in cui la pioggia è stata talmente forte da sentirsi anche nel microfono di Delfino, è stato il ruggito commovente di Michael Schumacher, indubbiamente alla sua gara migliore dopo il suo tanto discusso ritorno in pista, per la prima volta di nuovo a lottare concretamente per il podio e addirittura a far sognare per un piccolo tratto di gara. Molti tifosi ferraristi che si sentivano e si sentono ancora traditi da quella scelta, magari non avrebbero mai pensato di emozionarsi nel rivedere il Kaiser giocarsela per davvero, ma si sono ritrovati trascinati e coinvolti col cuore che batteva a tremila per spingere ancora una volta l'uomo che riportò la Ferrari ad essere la Ferrari, portando 11 titoli Mondiali a Maranello tra Piloti e Costruttori, dopo i due decenni di magra, dopo gli Ivan Capelli e Jean Alesi.
"Sinceramente stavo facendo il tifo per lui", dice Giulio Delfino molto candidamente in piena cronaca, quando le speranze di podio svaniscono, quando Webber gli soffia il podio a vantaggio della potentissima Red Bull.
Abbiamo anche in passato elogiato la franchezza della nostra voce della F1 che senza troppi giri di parole esprime il suo parere, magari anche scomodo ai più, così come quando poco meno di un anno fa, lo stesso (no, non lo stesso) Schumi, al Gp d'Ungheria, sembrava volesse imitare l'uomo che guida col cappello dello spot radiofonico Skoda (tanto amato dal nostro caro amico del blog, Luca Anzanello, che, tra l'altro, è impegnato in queste ore con l'esame per diventare giornalista, a Roma: tanti, ma tanti auguri).
Ricorderete il "è rientrato per fare ridere i polli" di delfiniana memoria. Parole forti, ma vere e sincere, che esprimevano la rabbia nel vedere un mito autentico ridursi così, a perdere e male il Derby dell'Inps con Barrichello. E che oggi, finalmente, ha regalato di nuovo quelle prodezze in pista che gli riconosciamo, con una vettura non all'altezza. Al cuor non si comanda. Chi lo ha amato per davvero non può aver dimenticato in un solo Natale e in una sola firma. Schumi è Schumi. E il cuore dell'appassionato vero batteva di nuovo per lui. Così come quello di Delfino, degno cantore di questo sport e vero appassionato che riesce a farsi 13 minuti di fila tutti da solo, a mitraglia, dopo quattro ore precedenti di resistenza.
L'unica macchia, proprio sulla chiusura: Delfino rimanda la linea a Roma con l'arrivo di Schumi e con l'ordine d'arrivo chiuso con il settimo posto di Felipe Massa, seguito poi dalla la sigla dello Speciale Formula 1 che è andata avanti per 20 secondi. In quei 20 secondi il brasiliano della Rossa ha strappato il sesto posto a Kobayashi proprio sulla linea del traguardo: troppa era la fretta di dover passare la linea al già rinviato Giornale Radio delle 23. Sarebbe stato bello sentirlo il commento di Delfino, oltre che saperlo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Marco scusami ma non si può mettere sullo stesso piano capelli e alesi .
certo tutti sfigurano al confronto di schumi. alesi ha sempre dato l'anima per la ferrari, non è colpa sua se dalla macchina di Berger si stAacca la video camera e colpisce la macchina di alesi e quante altre ne potrei ricvordare. Ivan Capeòòi era colui che riesce partendo ottavo a trovarsi decimo nonostante due macchine si sinao fatte fuori a vicenda.
Ale

Marco D'Alessandro ha detto...

No ale, non intendevo assolutamente denigrare Jean e Ivan (di cui ero anche tifoso e mi era spiaciuto non poco per la sfigata annata con la Ferrari del milanese). Intendevo evidenziare il periodo storico assolutamente iellato..

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