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giovedì 19 gennaio 2012

Caressa style: vade retro!

di Marco D'Alessandro - Sky, la pay tv e in generale, è la figura del calcio moderno sempre più usufruita e padrona del gioco, ma anche la figura satanica del pallone: ne detta i tempi, gli orari, gli spezzettamenti, i ricavi. E anche nuove frontiere e stili di racconto.
Detto che il Derby di domenica sera raccontato da Francesco Repice è stato, come sempre, ovviamente emozionante, straordinario, unico, inimitabile; detto che, internettianamente parlando, anche in quest'occasione ha fatto il botto nei contatti e cio non può che averci fatto godere anche questa volta. Premessi i complimenti e le belle parole (che non sono più una notizia), si potrebbe e dovrebbe anche sforzare di cercare anche nei piccoli punti di critica, passate tutte le sbornie e residui del dopoderby.
Stile Sky, si diceva. Viene in mente quando ad aprire una radiocronaca sono i brividi dell'introduzione epica, ora addirittura a due voci, con Tarcisio Mazzeo che dice "Presente" ancora prima che fosse chiamato all'appello. E quando per dire "Buonasera gentili ascoltatori", bisogna aspettare 50 secondi contati. Come se si bussasse al campanello di casa di uno sconosciuto e si mettesse piede in casa altrui senza nemmeno presentarsi. Eppure fino a qualche tempo fa, neanche troppo lontano, l'introduzione scaldacuori non aveva fretta di aspettare le presentazioni delle voci che stanno uscendo da un diffusore. Lo è stato per 50-51 anni o giù di lì.
C'è fretta di emozionarsi ed emozionare, così come quando nel corso di un primo tempo piuttosto grigio, Francesco Repice esclama: "Il Derby sta cominciando ad emozionare". Lo stesso Francesco che, poco più di 2-3 minuti dopo, parla di un derby privo d'emozioni.
La voglia di strafare sembra attanagliare anche quando c'è da giudicare un gol clamorosamente regolare annullato a Thiago Motta che, però, fino alla moviola di Filippo Grassia in pieno dopopartita, chi ha ascoltato la Radio ha saputo che l'annullamento fosse stato giusto e che ce n'erano tre in fuorigioco.
Voglia di emozionare, con i sempre più ripetuti soprannomi, ormai non solo più occasionali, tra Locomotive, tra Cuchu, tra Tractor. E, soprattutto, il Principe del Bernal.
E tra urli di gol sempre più allungati: "Militoooooooooooooooo!" con una oooo sempre più lunga fino a quando il fiato lo consente, sempre più da tenore, sempre più pronto ad impazzare per la suoneria del cellulare, per il video di Youtube che per una vera e propria diretta, dove il gol lo si deve far vedere con gli occhi chiusi e le orecchie spalancate. Non tutti coloro che stanno ascoltando sul momento, possono effettivamente capire che una "oooooo" allungata e un esclamazione di soprannome, possano per forza voler dire "Gol" secco. Quel vecchio "Rete" o "Gol" o "Palla in rete" sempre più sulla via della pensione. Perchè al momento in cui si vede il pallone entrare nella porta, bisogna urlare ed allungare la vocale finale e ripetere due volte il soprannome del calciatore?
Perchè non si dice più con che piede ha colpito, se d'interno, piattone, di collo pieno o esterno, se ha mirato il primo o secondo palo, se ha tirato rasoterra o a mezza altezza?
Perchè la parolina magica in grado di far scattare il tifoso, non si sente?
La radio questo dovrebbe essere ed è sempre stata in 52 anni di "Tutto il calcio". E Repice è molto di più che uno speaker del Meazza che grida a ripetizione ossessiva i soprannomi dei calciatori. E' un radiocronista unico nel suo genere che è capace di far vedere le partite col semplice uso della parola e non solo del decibel, come è stato in occasione del gol-partita di Diego Milito: se andate a riascoltare il momento topico, noterete che in 20 secondi continua a dire che l'Inter è in vantaggio e che ha segnato Milito, anche se cambiando le parole. Può fare di più che "Areadirigoremilitooooooooohhhh".
Repice è sempre stato il cronista focoso, appassionante e adrenalinico per definizione, ma non quello che cerca la metafora a quasi ogni giocata di Zanetti, di Maicon, di Milito. Magari una volta a partita ed in caso di giocata veramente degna di scrosciante applauso. Chi Repice lo ascolta da anni, lo sa bene che non è il Fabio Caressa di turno. Sa che non è urlatore, ma un vero narratore e descrittore.
Si sente la voglia di strafare e di straentusiasmare quando poco dopo dell'1-0, sentiamo di un "Inter padrona del campo". Ma si sente ancora un pò di contraddizione quando poco dopo si parla del "Pragmatismo di Claudio Ranieri" che opera un cambio con chiaro intento difensivo a protezione del risultato. In tutta obiettività, i nerazzurri hanno ottenuto una grandissima e pesantissima vittoria (nessuno lo può negare), però il concetto di "Padroni del campo", sinceramente, nel calcio pare altra cosa da quel che si è visto domenica sera a Milano.
Torniamo a riconoscerci, e tantissimo, nel Repice che racconta le battute finali della partita col ritmo serratissimo e che descrive ogni rimbalzo del pallone in attesa che arrivasse il triplice fischio che "Riapre un campionato intero", con il Cronista capace di incidere e scrivere il titolo e il senso della storia di Milan-Inter 0-1: "Un derby dalle scarse emozioni". Eppure non ce n'eravamo accorti, di primo achito.
Eppure, proprio perchè Repice lo amiamo e lo riteniamo un cantore di football con pochi (se non nessuno) eguali in Italia nel suo stile, lo vogliamo pregare di raccontare il pallone come sa fare. Senza Caressate o tendenze varie. Chi ha la televisione scrive di essere stufo di esasperate "Spider-Cam" e di inutili riprese negli spogliatoi di 22 mummie nel prepartita. Il troppo stroppia.
Per favore, la Spider-Cam su un gol alla Radio, no. Sky rimanga a Sky e non intacchi lo stile della tradizione, del calcio. Di Repice.
Scusateci: abbiamo solo scritto quel che pensiamo. A noi piace fare così.

2 commenti:

fcoraz ha detto...

Caressa sarebbe diventato il primo commentatore di Sky anche se non avesse sposato la sorella della moglie di Giorgio Gori?

Anonimo ha detto...

Si, tenuto conto che Gori all'epoca era a mediaset e nulla c'entrava con sky...anzi con telepiu', visto che Caressa è diventato prima voce della serie gisa a telepiu',quando Marianelle ha optato di occuparsi stabilemnte di calcio inglese..........

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