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domenica 12 febbraio 2012
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Stadi d'Italia: SANT' ELIA di Cagliari

Cari amici di Tuttoilcalcioblog.it, nuovo appuntamento per la rubrica “Stadi d’Italia”. Questo fine settimana visiteremo il Sant’Elia di Cagliari. 

Lo Stadio Sant'Elia è il maggiore stadio di calcio della città di Cagliari ed ospita le partite casalinghe del Cagliari Calcio. 

L’impianto sorge nel quartiere omonimo di Sant'Elia. Progettato dall'ingegner Lombardi, la sua costruzione iniziò nel 1965 e terminò nel 1970, all'indomani della vittoria dello scudetto da parte del Cagliari: il nuovo stadio prese così il posto del vecchio Stadio Amsicora. 

La prima partita ufficiale fu la terza giornata del primo turno della Coppa Italia 1970-1971, nella quale il Cagliari, il 12 settembre 1970, affrontò laMassese. I rossoblu si imposero con il punteggio di 4-1. 

Quattro giorni più tardi, il 16 settembre, l'esordio nella Coppa dei Campioni 1970-1971, in cui i rossoblu affrontarono i francesi del Saint-Étienne, sconfitti con il punteggio di 3-0. 

La prima partita di campionato fu la prima giornata della Serie A 1970-1971, giocata il 27 settembre 1970 contro la Sampdoria. I rossoblù si imposero anche in quell'occasione, con il punteggio di 2-1. 

Lo stadio poteva ospitare fino a circa 70.000 spettatori (il record di presenze, 70.000, venne registrato in occasione dei sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni 1970-1971 contro il Saint-Étienne e in occasione della gara con la Sampdoria che valse la promozione in Serie A nel 1979). 

La struttura dovette in seguito subire profonde modifiche e ristrutturazioni in occasione della Coppa del Mondo 1990, cambiamenti che portarono il Sant'Elia ad avere una capienza massima di 39.905 spettatori. Per l'occasione fu costruito adiacente alla Tribuna Centrale un Pallone Geodetico, che per la manifestazione fu adottato come sala stampa, mentre ancora oggi è un impianto polivalente cittadino. 

Il Sant'Elia è stato utilizzato anche per manifestazioni sportive extra-calcistiche come i campionati italiani assoluti ed il meeting Terra Sarda diatletica leggera. 

Prima dell'inizio della stagione 2002-03, a causa della decisione della Lega Calcio di non dare l'agibilità allo stadio stanti le condizioni di pericolo di crollo riguardanti i settori delle curve e dei distinti, la società Cagliari Calcio decise (con il consenso del Comune che stipulò con il presidente Massimo Cellino una convenzione di 11 anni) di investire a tempo di record tre milioni di euro, con i quali furono piazzate tribune in tubi Innocenti sopra la pista di atletica leggera (anche dietro le porte del campo di gioco), in modo da diminuire la distanza tra le vecchie gradinate ed il campo da gioco. Rimase invece intatta la tribuna centrale. Il nuovo formato dello stadio, progettato per una capienza quasi dimezzata (23.486 posti) rispetto a quella del '90, subì aspre critiche dopo che, il 18 novembre 2002, durante la partita tra il Cagliari e il Messina, un esagitato riuscì a scavalcare le recinzioni, eludendo le forze di sicurezza, e sferrò un pugno al portiere siciliano Emanuele Manitta. Per risolvere questi problemi sono state notevolmente rivoluzionate le barriere tra spalti e campo di gioco: furono infatti rimosse le ringhiere in ferro e sostituite con dei pannelli in plexiglas. Ulteriori migliorie vennero effettuate per consentire una maggiore e comfortevole visione agli spettatori dei settori poltroncine, infatti fu creato un fossato e le panchine furono interrate nel terreno. 

In seguito alle piccole modifiche dovute alle nuove norme introdotte nella legge del 17 ottobre 2005 n. 210 (Legge Pisanu), la capienza scende a 20.270 posti. 

Per molti anni, però, è stata condotta una diatriba tra il comune di Cagliari e il presidente del Cagliari Calcio, Massimo Cellino. Quest'ultimo vorrebbe far disputare le partite casalinghe dei rossoblu in un nuovo stadio, di proprietà della società stessa (analogamente a quanto avviene per lo Stadio Giglio della Reggiana e lo Juventus Stadium di proprietà della Juventus), ma il comune e il sindaco Emilio Floris sono sempre rimasti restii a dare il consenso a questa operazione. Cellino aveva annunciato anche la sua ferma disponibilità a finanziare interamente il progetto. 

Nel mese di settembre 2007 venne presentato il progetto iniziale ideato dall'architetto Jaime Manca di Villahermosa, primo passo verso la costruzione del nuovo stadio. Come dichiarato dal presidente Cellino, il nuovo impianto, chiamato Karalis Arena (o MasterCard Arena, qualora la multinazionale e Cellino avessero trovato l'accordo), avrebbe avuto una capienza di 25.000 posti a sedere, senza la pista di atletica, e una copertura di pannelli solari tale da garantire luce e riscaldamento allo stadio. In più spazi esterni per jogging, lo skate park, la pista di pattinaggio e le aree attrezzate per il beach volley e beach tennis, con la possibilità dell'inserimento di ristoranti, negozi, museo della squadra e altre aree accoglienza. I lavori per la costruzione dello Stadio, interamente a spese del Cagliari Calcio, sarebbero dovuti iniziare nell'agosto del 2009 e terminare nell'agosto del 2010, ma i lavori sono stati per l'ennesima volta interrotti dal Comune. Cellino non aveva escluso la possibilità della costruzione del nuovo stadio in un altro comune dell'hinterland cagliaritano qualora il Comune di Cagliari non ne avesse autorizzato la costruzione entro settembre 2008. Proprio per questo, dopo l'ennesima opposizione, ha agito di conseguenza: la scelta ricadrà probabilmente sul Comune di Assemini, che già ospita il centro di allenamento della squadra, o sul comune di Quartu Sant'Elena che ha già messo a disposizione l'area dell'attuale stadio. 

Negli ultimi mesi del 2009 però si era verificato un "disgelo" nei rapporti tra Società e Comune, perciò si era tornati sull'idea originale del nuovo stadio nell'area dell'attuale Sant'Elia. A dare l'ennesimo aiuto poteva essere la FIGC che se fosse riuscita a organizzare i Campionati europei di calcio del 2016 avrebbe potuto inserire la città di Cagliari come una delle sedi della manifestazione. Infatti l'8 settembre 2009 la Federcalcio aveva inviato all'UEFA il dossier valido per la candidatura ufficiale: tra le città proposte per ospitare l'evento c'era anche la città sarda, a condizione che venisse costruito un nuovo impianto. Il Comune però aveva fissato dei limiti: esso infatti avrebbe dato in concessione il diritto di superficie soltanto 8 ettari dei 12 richiesti dal progetto iniziale. Proprio per questo si era dovuto rivedere il progetto, eliminando alcune aree sportive esterne. Allo stesso tempo però per adattare il progetto della Karalis Arena alle norme UEFA relative alla candidatura per Euro 2016 si era deciso di aumentare la capienza, che passava a 33.000 posti e di apportare alcune modifiche strutturali come la posizione dei cosiddetti Sky Box, ovvero i palchetti privati affittabili a privati o sponsor per le partite. Ma ancora una volta tutto è stato rimandato in quanto l’Italia non ha ottenuto l’organizzazione degli Europei 2016, assegnati alla Francia. 

Già nei giorni precedenti alla nomina della nazione ospitante però (viste le crescenti indiscrezioni che volevano la nazione transalpina già vincitrice) nacquero nuovi screzi tra il sindaco Floris e Massimo Cellino. Il primo cittadino cagliaritano, non potendo più cavalcare l'onda di Euro 2016 tornò sui suoi passi e il presidente del Cagliari Calcio di conseguenza, stufo dei troppi intoppi nella burocrazia, lasciò dichiarazioni pesanti, annunciando che la società calcistica rinunciava definitivamente a partecipare al bando per la costruzione del nuovo stadio a Sant'Elia e di voler costruire il nuovo impianto fuori dal territorio del comune di Cagliari. 

Il 24 settembre 2010 Cellino ufficializza e presenta il progetto del nuovo stadio nel comune di Elmas, facendo tramontare quindi ogni idea di rivalutazione e ammodernamento dello Stadio Sant'Elia. 

Nel 2012, la Commissione Provinciale di Vigilanza ha dichiarato inagibile lo stadio Sant'Elia, "per indifferibili esigenze di tutela della pubblica incolumità". La medesima situazione era già nota da parecchio tempo, perché all'interno di una struttura ormai fatiscente erano state installate alcune tribune in tubi Innocenti, dapprima in via sperimentale, ma di fatto in maniera stabile e continuativa. Nonostante ciò il Cagliari ha ottenuto una deroga e il suo campionato continuerà regolarmente al Sant’Elia, ma di certo le valutazioni strutturali saranno fatte di partita in partita. 

Con questo è tutto. Appuntamento a Domenica prossima.
Emanuele Pinto

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