martedì 29 maggio 2012

Anteprima Euro 2012 (01) - Brutte premesse...

Amici e amiche di tuttoilcalcioblog.it, oggi prende il via "Anteprima Euro 2012", che ci accompagnerà fino all'avvio, ormai imminente, del XIV torneo continentale organizzato dall'Uefa ogni quattro anni, e che quest'anno si svolgerà in Polonia e Ucraina dall'8 giugno al 1° luglio.

Questa rubrica avrebbe dovuto fare una prima panoramica, a grandi linee, sul campionato europeo 2012, ma quanto accaduto ieri, con la retata della Polizia in quel di Coverciano, proprio nel giorno in cui Prandelli avrebbe dovuto diramare i 23 convocati (cosa che, invece, accadrà stamani), ci costringe a concentrarci di più sul momento azzurro, quantomai delicato. Tra i 23 "europei", ci sarebbe stato sicuramente Domenico "Mimmo" Criscito, terzino dello Zenit San Pietroburgo di Spalletti e in forza al Genoa dal 2008 al 2011. Proprio l'ex genoano è stato perquisito dalle forze dell'ordine nella mattinata di ieri, costringendo la Federazione Italiana a rinunciare alla sua presenza in Polonia, cosa che invece non dovrebbe accadere a Bonucci, che sarà tra i convocati nonostante, anche lui, sia nel registro degli indagati.

Questo scandalo farà molto rumore, e creerà parecchi scompigli sul campionato appena concluso di A e B, ma questo tema lo potrete trattare, se volete, nella nostra chat. Qua si parla di Europeo, e quindi possiamo solo analizzare quali potrebbero essere gli strascichi tra gli azzurri, sette dei quali provenienti dal team campione d'Italia, la Juventus, che vede in Antonio Conte (tecnico bianconero) il tesserato coinvolto (per presunti illeciti quando, però, era il tecnico del Siena). Partiamo da un facile ricorso storico: non è la prima volta, che la Nazionale Italiana si presenta ad un grande torneo travolta dagli scandali. Abbiamo citato il 2006, quando, mentre in Italia veniva stravolto il campionato italiano, gli azzurri di Lippi vincevano il quarto titolo iridato. Nel 1982, il trionfo di Bearzot con l'Italia calcistica che si leccava ancora le ferite per il primo scandalo scommesse della nostra storia.

Insomma, questi precedenti farebbero "ben sperare". Quasi quasi, verrebbe da dire, bisognerebbe sperare in uno scandalo ogni due anni... E invece no. Innanzitutto, perché è uccidere ancora di più il pallone nostrano, ormai a costante rischio di declassamento. Riguardo a questa Italia, il pensiero nostro è che questa Nazionale di tutto aveva bisogno, tranne che di questo boom negativo. Sì, perché questa Nazionale è molto diversa da quella del 1982 e del 2006, innanzitutto nell'allenatore. Bearzot e Lippi erano due tecnici ferrei, "stronzi" se mi passate il termine. Niente "buonismi", ma tanto lavoro e tanto "pugno duro", con chi sgarrava in campo e con la stampa, senza peli sulla lingua. Capaci di chiudere anche ai giornalisti, e di preparare, all'oscuro di tutti, dei veri e propri capolavori. Insomma, quei due tecnici rappresentavano il Carisma con la C maiuscola, a prescindere dalle simpatie che potevano suscitare nei tifosi. Quei tecnici, tra l'altro, avevano tra le mani delle signore squadre: Zoff, Gentile, Cabrini, Tardelli, Bruno Conti, Antognoni e Paolo Rossi da una parte; Buffon, Cannavaro, Pirlo, Gattuso, Totti e Del Piero dall'altra. Veri campioni, insomma.

E qui? Qui c'è solo da piangere. Già, perché questa è una nazionale giovane, totalmente priva di nomi altisonanti. Di "numeri 10" come Baggio e i capitani di Roma e Juventus, non ne vediamo più da una vita. Qua ci sono giocatori dalla "classe presunta", come Balotelli, che questo Europeo dovrebbe utilizzarlo per non apparire più quel "bad boy" apparso finora, nonostante sul campo abbia evidenti qualità. Ci sono promesse ancora totalmente da mantenere, come Antonio Cassano, che quest'anno ha vissuto un'annata tremenda e che, umanamente, merita più di tutti questo Europeo. Dove dovrebbe cercare di consacrarsi definitivamente un campione. Sono rimasti Buffon, Barzagli, Pirlo e De Rossi, ormai unici superstiti della spedizione tedesca di sei anni fa, tutti e quattro in grado di tenere in piedi la squadra, col loro carisma innato.

Ci sarà tanto bisogno, del loro carisma, per tenere in piedi la baracca. Già. Perché, oltre al "grande numero 10", a questa Nazionale manca la guida tecnica capace di fare antipatia alla gente, pur di vincere. Claudio Cesare Prandelli da Orzinuovi è tutto, tranne che uno "stronzo". Facciamo fatica a ricordare giocatori messi fuori rosa da lui, nelle sue esperienze in panchina. Come si comporterà, se la situazione dovesse precipitare come in Spagna o in Germania? Mangerà tutti i giornalisti, andando in silenzio stampa, o continuerà con le frasi fatte tipo "state tranquilli faremo bene"? In realtà, la notizia dell'anno, e non sappiamo quanto sia positiva, è una: non c'è nessun accanimento giornalistico, al momento. C'è un buonismo mediatico che dura dall'inizio del ciclo Prandelli, e che, oggi, fa quasi più paura dello scandalo scommesse attuale, e sulle possibili ripercussioni europee.

Insomma, il movimento calcistico italiano, da un lato, è travolto dallo scandalo di Cremona e Bari; dall'altro, sembra avere i prosciutti negli occhi di fronte a questa squadra. Una squadra che, in condizioni normali, sarebbe da prime quattro. Anzi, DEVE essere nelle prime quattro. Chi ha una difesa più forte dell'Italia? Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini... reparto difensivo collaudatissimo! Chi può dire di avere un centrocampo più forte di quello nostro, con Pirlo, De Rossi e Marchisio? Forse solo la Spagna! Manchiamo in attacco (non c'è un vero cannoniere, a parte Borini), forse troppo "leggero", con la costrizione a dover riporre speranze su Cassano e, soprattutto, Balotelli, che avrà la responsabilità, come detto prima, di far vedere le qualità in campo e basta. Ma anche se l'attacco, dove abbiamo anche Di Natale e Giovinco, sembra mancare di un mattatore, la storia ci insegna che, spesso, per fare bene basta avere ottime forze in difesa e a centrocampo. E l'Italia, di queste, né è in possesso, anche grazie all'ottimo lavoro di Prandelli, che in due anni ha risollevato la Nazionale dalle ceneri sudafricane, permettendole di poter affrontare un Europeo con le aspettative della squadra protagonista. Si sa, tra l'altro, che l'obiettivo di questa gestione tecnica non è l'Europeo, bensì il Mondiale brasiliano in programma tra due anni (non a caso, il contratto di Prandelli scade nel 2014). Quindi questo torneo dovrebbe servire, più che altro, a testare la qualità del progetto prandelliano. Come dire: l'obiettivo minimo, e anche massimo, di questa Italia, dovrebbe essere la semifinale. Qualsiasi risultato peggiore è un fallimento; qualsiasi risultato migliore, quasi un miracolo.

Considerazioni, queste, che fino alle ore 06.20 di ieri andavano più che bene. Ora non più. Ora potrebbero entrare in gioco altri valori, quelli che nel 1982 e nel 2006 finalizzarono in positivo la spedizione azzurra. Servono gli attributi. Questa Nazionale, le ha? Se dobbiamo puntare nell'energia di Balotelli, forse lui la userebbe per mettere a soqquadro Varsavia, non certo per compattare la squadra. Prandelli, abbiamo detto, è un buono. E allora? E allora serve una figura carismatica all'interno della squadra, uno alla Drogba, insomma. Come Drogba, nel Chelsea, ha aiutato Di Matteo a vincere la Champions, anche lui deve aiutare Prandelli a "insonorizzare" la squadra. Lui può essere identificato in Gigi Buffon, il capitano, il portiere campione del Mondo. Come capitò a Zoff trent'anni fa, anche lui, oltre ai tiri in porta, dovrà parare anche gli spifferi. Magari con l'aiuto degli altri tre campioni del Mondo in squadra, tra i quali c'è ancora, per fortuna, la classe cristallina di Andrea Pirlo. Se questi aiuteranno il tecnico a compattare la squadra, e a essere "stronzi" quando serve, forse il tanto decantato "terzo miracolo" dopo quello del 1982 e del 2006 è possibile, o comunque sarà possibile fare un Europeo all'altezza delle aspettative. Altrimenti, non si andrà lontano. Se si ci lascia prendere dallo stesso sconforto  di De Rossi ieri, uno dei campioni del Mondo presenti in squadra, allora le premesse non possono che essere malvagie.

Bene. Finisce qua la prima puntata di "Anteprima Euro 2012". Sarebbe dovuta essere un po' diversa, invece, per forza di cose, ci siamo dovuti concentrare sul delicato momento azzurro, senza poterci soffermare sul torneo. Domani, però, inizierà la carrellata della presentazione delle squadre: in particolare, vi presenteremo il Gruppo A del torneo polacco-ucraino. A domani e... Forza Azzurri!!!


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